Tinari e la scuola, due grane per Biondi

C’è aria di golpe per sfiduciare il presidente dell’assise civica. Una delegazione di Bagno contro la chiusura dell’asilo
L’AQUILA. Potrebbe esserci un golpe oggi in consiglio comunale, con una richiesta di sfiducia nei confronti del presidente dell’assise civica, Roberto Tinari, di Forza Italia. Un golpe perché la richiesta l’ha annunciata l’opposizione, ma potrebbe accodarsi anche parte della maggioranza, dove – a cominciare dal sindaco, Pierluigi Biondi – Tinari non viene visto di buon occhio, dopo la famosa presa di posizione di Martino durante una conferenza stampa, proprio nel corso dell’ultimo consiglio prima delle elezioni regionali, nella quale il parlamentare ha attaccato il primo cittadino, per poi, nei giorni seguiti, dare vita a un mezzo dietrofront. Che non è servito, però, a mettere nel mirino l’ex assessore alle Finanze, Anna Lisa Di Stefano, poi allontanata dalla giunta dal sindaco, e lo stesso Tinari. Entrambi candidati, poi alle regionali con Forza Italia.
Ma il partito di Berlusconi è rimasto – da quello più numeroso in consiglio – con soli due rappresentanti: Tinari, appunto, e il consigliere Maria Luisa Ianni. Anche per questo motivo, potrebbe esserci il golpe contro Tinari – che resta comunque il più votato alle elezioni comunali –, oltre al “tradimento” nei confronti del sindaco.
Ma a tenere banco oggi nell’assise civica, che inizierà alle 9 a Villa Gioia, saranno anche altri due argomenti – oltre a varie interrogazioni, mozioni e ordini del giorno non discussi nella precedente assemblea, dove nel pomeriggio è mancato il numero legale: una delegazione di Bagno, guidata dall’ex consigliere Tonino De Paolis, sarà a Villa Gioia per parlare con il sindaco Biondi, che ha decreato la chiusura della scuola d’infanzia per accorparla a quella di Pianola. «Sono passati quasi due mesi da quanto abbiamo chiesto al sindaco di ricevere una nostra delegazione, per spiegargli le nostre ragioni contro la chiusura della scuola d’infanzia. Ma da allora non siamo mai stati convocati», sostiene De Paolis.

