Tolto l’amianto dall’ala Bolino: a inizio anno la riqualificazione

20 Ottobre 2023

Scattano le operazioni di bonifica per la struttura che verrà demolita. Lavori per un totale di 8,5 milioni La Asl accelera per evitare di perdere i fondi del Pnrr: gli interventi vanno completati entro il 2026

SULMONA. Via l’amianto della vecchia ala dell’ospedale di Sulmona per poi procedere alla demolizione totale della struttura dichiarata da tempo inagibile e pericolosa. Prende forma il cronoprogramma per gli interventi da eseguire nel presidio sulmonese con i fondi del Pnrr. Lavori che prevedono la riqualificazione dell’ala Bolino, che avranno un costo complessivo di otto milioni e mezzo, partiranno a gennaio 2024. Mentre in questi giorni sono state avviate le operazioni preliminari che prevedono la bonifica dell’amianto accumulato nel tempo sia nelle coperture che in altre zone della Vecchia ala. L’operazione - voluta dal manager Ferdinando Romano - ha un costo di circa 300mila euro per la Asl. Il piano trasferimenti dei vari reparti e degli ambulatori è stato in gran parte eseguito nelle scorse settimane. Il tempo stringe, e dalla direzione generale stanno spingendo sull’acceleratore perché si rischia di perdere il finanziamento se non si inizia a lavorare. I fondi, spiegano gli addetti ai lavori, vanno spesi entro il 2026 e gli interventi da fare sono tanti e particolarmente complicati, soprattutto perché a ridosso dei reparti e delle divisioni mediche che resteranno regolarmente in funzione. Per cui già da inizio anno saranno avviati i primi interventi che riguarderanno l’ala Bolino dove saranno adeguati e sostituiti gli impianti nei reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, blocco parto e blocco operatorio. Resta ancora da definire il cronoprogramma per la realizzazione della nuova struttura sanitaria che sorgerà nello spazio adiacente all’ospedale. L’opera, del valore di 7 milioni di euro, rientra nel programma di investimento per iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria. Inoltre la programmazione edilizia sanitaria prevede, con i fondi del Pnrr (attraverso uno stanziamento di oltre 3 milioni 700 mila euro), la demolizione della vecchia ala ospedaliera e la realizzazione della Casa della Comunità hub e della Centrale operativa territoriale (Cot). Una soluzione, infine, sarebbe stata individuata per il Cup, al fine di bloccare gli abituali disagi legati ai terminali e all’assenza di una copertura. È probabile che il servizio sarà trasferito nella parte sottostante del distretto sanitario. Tuttavia dalla direzione sanitaria vanno ancora definiti tempi e modalità per procedere al trasferimento dei macchinari e dei computer proprio per non andare a incidere negativamente sulla efficienza del servizio, in questi giorni particolarmente sotto tiro per il funzionamento a singhiozzo degli sportelli. Disfunzioni, fanno sapere dalla Asl, legate all’attacco hacker dei mesi scorsi che ancora provoca effetti sul sistema telematico legato alle prenotazioni di visite, esami ed interventi.
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