Tomba, un messaggio dall’Aquila: «Vivere la montagna in sicurezza»

7 Aprile 2022

L’ex campione mondiale di sci: «Mai esagerare». Un minuto di silenzio per le vittime del 6 aprile E l’assessore regionale Liris commemora gli Angeli del Velino e l’alpino morto giorni fa nel Teramano 

L’AQUILA. Un minuto di silenzio e tutti in piedi per ricordare le 309 vittime del terremoto: è iniziato così all’Aquila, all’Accademia delle Belle arti, il convegno “Io non ci casco” dedicato alla sicurezza sugli sci e in montagna. Con un ospite d’eccezione. Alberto Tomba ha strappato gli applausi dei presenti e ha fatto emozionare tutti quando ha ripercorso gli anni delle sue vittorie. Dalle medaglie olimpiche a quelle mondiali per finire con la Coppa del Mondo generale: il più grande italiano di tutti i tempi sugli sci ha portato la sua testimonianza e il suo messaggio forte legato alla sicurezza. «Era il 1991 e ai Mondiali di Saalbach mi presentai in gigante con il casco. Nessuno ci aveva mai pensato, tutti mi prendevano in giro ma oggi è diventata una consuetudine. Ho sempre dato tutto per promuovere la sicurezza sugli sci, vi ho detto del casco ma ho spinto tanto anche per i paracolpi in carbonio. Un messaggio? A chi ama la neve e ama andare a divertirsi dico di non esagerare e di sciare sempre in sicurezza». Il convegno è stato voluto dall’assessore regionale ad Aree interne, sport e bilancio della Regione Abruzzo, Guido Liris (con il concreto appoggio della Fisi rappresentata da Angelo Ciminelli e dal tecnico federale Luigi Faccia) che nel suo intervento ha ricordato la tragedia del Velino dello scorso anno e quella di qualche giorno fa a Valle Castellana. «Due grandi disgrazie che sottolineano l’importanza degli investimenti che come Regione abbiamo fatto e continueremo a fare per la sicurezza. In quei giorni sul Velino ero sempre presente e ricordo che per avere il Recco (lo strumento per individuare le persone sotto la neve, ndc) abbiamo dovuto chiamare i soccorritori del nord Italia perché in Appennino non c’era. Oggi lo abbiamo e per il futuro vogliamo garantire sempre il massimo per la montagna. Il 6 aprile è un giorno triste per L’Aquila, è l’anniversario del terremoto e per tanto tempo sono rimasto indeciso se fare o meno il convegno. Poi con Alberto Tomba abbiamo parlato e abbiamo capito che era giusto, anche per i più piccoli, dare un messaggio di ripartenza con lo sport come veicolo per costruire un grande futuro. E chi meglio di Alberto poteva raccontare una vita fatta di successi e di battaglie per la sicurezza?». Alberto Tomba alza la mano, prende la parola e ricorda: «A Kraniska Gora ero secondo dopo la prima manche a un solo centesimo da Jagge. Potevo vincere ma la pista non era sicura. Andai a casa perché per me la sicurezza viene prima di tutto. E non aggiungo altro». Gli applausi della sala hanno sottolineato l’importanza del gesto di un campione che con le sue imprese e due medaglie d’oro olimpiche al collo riuscì a fermare nel 1988 il Festival di Sanremo.
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