Topolino parla aquilano: il numero 3697 arriva anche in dialetto. Il fumetto in Abruzzo in una versione speciale

Nel numero 3697 di Topolino, in edicola da mercoledì 30 settembre, succede anche questo. La storia "Topolino e l'intralcio (in)volontario", scritta da Marco Boschi e disegnata da Luca Usai, arriva nelle edicole abruzzesi in una versione aquilana curata da Antonio Fruci
L’AQUILA. "Jemo all'appèe! Ratton Street sta loco, mancu a 'nu chilometru!". Avete mai sentito Pippo parlare in questo modo? Nel numero 3697 di Topolino, in edicola da mercoledì 30 settembre, succede anche questo. La storia "Topolino e l'intralcio (in)volontario", scritta da Marco Boschi e disegnata da Luca Usai, arriva nelle edicole abruzzesi in una versione aquilana curata da Antonio Fruci. Fruci è tra gli ideatori di 'L'A', progetto nato nel 2009 da una maglietta e cresciuto insieme a Stefania Gigante. Il nome richiama l'articolo e l'apostrofo della città: un modo per raccontare L'Aquila attraverso il dialetto, le abitudini e i luoghi, giocando con l'idea di farne una metropoli. Da quel primo disegno sono arrivati oggetti, pubblicazioni ed eventi. Al dialetto è dedicato anche il volume 'I love Ju', che ne presenta alcune regole con esempi e illustrazioni.
Nelle pagine introduttive del fumetto, Fruci spiega di aver scelto un aquilano contemporaneo, diverso da quello dei nonni. La base è la parlata cittadina, ma compaiono anche forme del contado. Non tutto, del resto, si può tradurre andando a cercare una parola antica: alcuni oggetti sono entrati nell'uso solo di recente. Così tablet diventa "tablette". Accanto ai termini nuovi trovano posto parole meno frequenti, come "criu", che significa poco. E Gambadilegno prende il nome di "Cossadelegnu".
Il risultato si incontra direttamente nei dialoghi. A pagina 11 si legge "È béjju èsse utili!"; poco più avanti, dopo una passeggiata per Topolinia, compare "Eccoci, semo arriati!". Fruci ha lavorato anche sulla grafia, usando accenti e altri segni dove servono a evitare equivoci. Per un personaggio ha inoltre cercato una parlata comprensibile in un'area più ampia dell'Abruzzo, con l'aiuto dello scrittore Gino Bucci.
L'uscita completa "l'operazione dialetti" avviata da "Topolino" nel gennaio 2025. Insieme all'aquilano arrivano le versioni in sardo, anconetano e ladino: quattro adattamenti che, come ricorda il direttore editoriale Alex Bertani, chiudono il giro delle regioni italiane. Le copie nelle lingue locali saranno distribuite nelle rispettive aree; altrove uscirà la versione italiana.

