Pescara in crisi. Buscè: «Non c’è carattere e se manca la colpa è mia»

L’allenatore biancazzurro fa “mea culpa” dopo il ko con lo Spezia: «Mi metto in discussione tutti i giorni». Ma il problema è l’aspetto mentale: «Ci sono ancora scorie della retrocessione»
PESCARA. «L’euforia è come il vento che gonfia il vento alle navi», scriveva il letterario Alfredo Panzini. Ma più che all’aspetto meteorologico, la metafora si riferisce al pericolo che le folate di vento possano diventare raffiche che anzichè far veleggiare la nave la facciano naufragare. È lo stesso rischio che corre chi guarda il mondo attraverso la lente della positività, dopo un risultato positivo, che distorce la realtà. E la realtà del Pescara è fatta di una percezione sbagliata del tempo, di una sovrastima delle proprie capacità. Stavolta i numeri, tanto cari al tecnico biancazzurro Antonio Buscè, possono essere d’aiuto: il Delfino dopo sette giornate è dodicesimo in classifica, fuori dalla zona play off, con tre sconfitte al passivo. «C’è grande dispiacere e non è bello quello che sta succedendo a Pescara e capisco il direttore sportivo Foggia che negli spogliatoi ha puntato il dito contro tutti, giocatori e tecnici. È una situazione imbarazzante che deve essere cambiata».
Manca la cattiveria? «In questa categoria la parte qualitativa viene dopo ed è prevalente la parte caratteriale e se manca è colpa mia». Si sente in discussione? «Siamo tutti in discussione ma dobbiamo avere quell’equilibrio che non ti fa perdere la lucidità. Mi metto in discussione tutti i giorni nel lavoro e nel privato e sono il primo a dover fare qualcosa in più».
È solo un problema mentale o anche atletico? «Secondo me è prevalentemente mentale. Bisogna essere pronti a fronteggiare ogni situazione che esistono in ogni partita. Se analizziamo i gol presi in questo primo scorcio di campionato si nota la nostra difficoltà ad andare in rete mentre i nostri avversari sembrano trovare soluzioni facilmente».
Resta il dato oggettivo che questa squadra ha vinto solo due volte: «Ai primi problemi che ci sono in un’annata non puoi gettare tutto alle ortiche. In certe situazioni bisogna capire che tipo di misure adottare. Magari avere un confronto con i giocatori, parlare direttamente con qualche ragazzo che ne ha bisogno». Si sentono ancora le scorie della scorsa stagione? «Credo proprio di si. Paradossalmente, parlando dello Spezia, è meglio per loro aver rifondato completamente rispetto alla nostra rosa in cui sono rimasti alcuni protagonisti della scorsa stagione chiusa molto male. Una negatività che è ancora presente nello spogliatoio». Marco Turati, allenatore dello Spezia, ha dato un’impronta chiara alla squadra ligure basata sul bel gioco: «È stata comunque una partita combattuta contro un Pescara formato da calciatori di ottima qualità che possono metterti in difficoltà. Pescara fuori dai giochi? Nemmeno per sogno, c’è ancora tempo».
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