Torna a splendere la luce di San Silvestro

4 Luglio 2019

Riconsegnata dal sottosegretario Vacca la chiesa del 1200 consolidata e restaurata dopo i danni del terremoto

L’AQUILA. Alle 10.55 le campane hanno suonato a distesa, per richiamare la città, come accadeva prima del terremoto del 6 aprile 2009.
Sono le campane della chiesa duecentesca di San Silvestro, che dopo oltre dieci anni sono tornate a far sentire la loro voce agli aquilani, in occasione della riapertura dell’edificio religioso, dopo i lavori di adeguamento antisismico e restauro. La riapertura al culto e la consacrazione è prevista domenica, alle 18, con la prima messa presieduta dall’arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi e concelebrata dal parroco don Martino Gajda. Il porporato ha fatto gli onori di casa ieri mattina, insieme al segretario regionale per i Beni culturali, Stefano D’Amico, i quali hanno accolto l’ospite d’onore, il vice ministro Gianluca Vacca, nella chiesa trasformata, per l’occasione, in una sala conferenze dove, nel pomeriggio, docenti dell’Università dell’Aquila, Chieti e Padova e tecnici dei Beni culturali si sono dati appuntamento per una Giornata di studio sui lavori eseguiti.
Alle 11.20 è stato spalancato il portale al suono delle campane e i numerosi ospiti – molti addetti ai lavori, ma altrettanti aquilani attratti dall’evento – sono stati accolti all’interno della chiesa dalle note dell’organo di Bevilacqua, costruttore dello strumento negli anni Sessanta e poi restaurato e adattato al nuovo sito – nell’abside di destra, prima era dietro all’altare – da Alessandro Girotto, e suonato dal maestro aquilano Luciano Bologna. Con il vice ministro ai Beni culturali, Vacca, hanno presenziato il sindaco, Pierluigi Biondi, il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, il presidente della Provincia, Angelo Caruso, l’assessore regionale Guido Liris, il consigliere regionale Roberto Santangelo, la direttrice del Polo museale, Lucia Arbace, e diverse alle autorità militari.
A fare da cicerone Augusto Ciciotti, architetto della Soprintendenza ai Beni culturali, subentrato come direttore dei lavori in corso d’opera al suo collega Marcello Marchetti. «Il finanziamento della chiesa di San Silvestro è stato di 6,7 milioni di euro. Avremmo potuto riconsegnare l’edificio qualche mese prima, ma abbiamo voluto completarlo in tutti i suoi aspetti, dagli affreschi, ai dipinti, stucchi, e persino il Cero pasquale e la Fonte battesimale», ha spiegato Ciciotti, «è una delle poche chiese riaperte con tutte le sue “parti nobili”». San Silvestro ora ha anche una maggiore e diversa luminosità, grazie alla pavimentazione: al posto di un oscuro cotto, sopra all’impianto di riscaldamento a terra è stato posto un lastricato di pietra bianca, con un effetto che restituisce regalità, ma anche semplicità alla struttura gotico-romanica. «Il primo impianto, dai resti ritrovati, risale al tredicesimo secolo (1200). E allo stesso secolo risalgono i primi interventi. Poi ne sono seguiti altri dopo i terremoti del 1315 e 1349», ha aggiunto l’architetto Ciciotti. Quello del 2009 aveva causato danni notevoli alla facciata, all’abside, alla torre campanaria e alle pareti laterali.
«Anche se non sono aquilano, ma sono comunque abruzzese, credo che cercherò casa qui, tante sono le volte che vengo in questa città», ha detto Vacca, «e confesso che ho provato molta emozione quando ho varcato la soglia di questa chiesa». Nessun riferimento allo storico aquilano di caratura internazionale, scomparso di recente, il professor Ferdinando Bologna, che negli anni intorno al 1940 discusse la sua tesi di laurea all’Università di Firenze proprio sulla scoperta degli affreschi di San Silvestro. Qualche lamentela ieri sera perché alle 19 la chiesa era già chiusa.
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