Torna il giudice di pace Spese a carico del Comune

Inaugurazione a Pescina, gli uffici costeranno circa 100mila euro l’anno Plauso di Forgillo, presidente del tribunale. Di Nicola: «Fatto un grande passo»
PESCINA. Costeranno circa 100mila euro l’anno, ma hanno una storia che attraversa mezzo secolo e l’amministrazione comunale non ha voluto rinunciarci. Sono stati riaperti ieri mattina a Pescina, in via dei Mancini, gli uffici del giudice di pace, le cui spese saranno ora a carico dell’amministrazione a guida del sindaco Antonio Iulianella. Pescina è l’unico Comune della Marsica che aveva il giudice di pace (gli altri sono Tagliacozzo, Celano e Civitella Roveto) che dopo la disposizione del governo che ha previsto la soppressione di 667 uffici in tutta Italia, ha deciso di farsi carico delle spese e di mantenere il presidio di legalità.
Gli altri hanno seguito quanto previsto dalla legge del settembre del 2012 e si sono “adeguati” al trasferimento degli uffici ad Avezzano. Affollata di personalità l’inaugurazione, a cui ha partecipato anche il giudice designato, Gabriele Di Girolamo, anche presidente nazionale del coordinamento dei giudici di pace. «Si tratta di un’iniziativa lodevole dell’amministrazione» ha commentato il presidente del tribunale di Avezzano, Eugenio Forgillo, «che ha impedito l’abbandono di una struttura importante che onora la storia della città di Pescina».
«Un grande passo alla luce anche della decisione di dopodomani» prosegue il fautore dell’iniziativa, ex sindaco e ora consigliere regionale Maurizio Di Nicola, delegato dal consiglio regionale per partecipare alla Corte costituzionale alla decisione sulla possibilità di referendum per chiedere l’incostituzionalità della legge della riorganizzazione giudiziaria, che vuole la chiusura del tribunale di Avezzano. Presenti gli assessori Tiziano Iulianella, Tonino Iulianella e Mirco Mazzocchetti, il comandante regionale della Forestale, Ciro Lungo e quello della stazione di Lecce, Roberto Salvi, il presidente dell’Ordine degli avvocati Sandro Ranaldi, i carabinieri, i rappresentanti delle amministrazioni di Gioia, Lecce, Ortona e Bisegna, l’Associazione Ana, la polizia locale, lo storico Diocleziano Giardini e gli operatori per il tribunale a difesa del malato Edmondo Parisse e Andrea Cordischi.
Magda Tirabassi
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