Torna l’allarme per il futuro dei nuclei di cura in provincia
L’AQUILA. «Un incontro che si è risolto con un nulla di fatto, dopo innumerevoli promesse, quello nella commissione vigilanza della Regione, convocata per affrontare l’ormai concreto rischio di...
L’AQUILA. «Un incontro che si è risolto con un nulla di fatto, dopo innumerevoli promesse, quello nella commissione vigilanza della Regione, convocata per affrontare l’ormai concreto rischio di chiusura dei nuclei di cure primarie dell’Aquila, ossia gli studi medici associati che costituiscono dei veri e propri presìdi medici nel territorio, aperti 12 ore al giorno, garantendo assistenza medica, infermieristica e di segreteria». È quanto torna a denunciare il segretario provinciale della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale), Vito Albano. «Da parte della Asl c’è stata una chiusura totale», riprende Albano, «ci è stato ribadito che i nuclei per le cure primarie, fondamentali in una provincia così vasta e composta da borghi e paesi come l’Aquilano, verranno mantenuti al minimo delle loro possibilità, non essendoci risorse economiche da investire per potenziarli e impedire che chiudano. Sono a rischio tanti posti di lavoro e, soprattutto, migliaia di cittadini e cittadine della provincia. Riteniamo di aver subìto un abuso e pertanto siamo passati a vie legali».

