Torna l’orologio fermo alle 3.32 È diventato un simbolo del sisma

29 Marzo 2023

Quell’immagine fece il giro del mondo. È stato rimontato sulla facciata restaurata della basilica Continuerà a segnare la tragica ora, solo a ricostruzione ultimata si pensa di rimetterlo in funzione

L’AQUILA. Nell’aprile del 2009 la foto dell’orologio della basilica di Sant’Eusanio Forconese, fermo alle 3.32, fece il giro del mondo. Sotto l’orologio c’era un’ampia fessura verticale, si vedevano bene le pietre “separate” dalla forza del sisma. L’immagine fissava il dramma di Sant’Eusanio e di tutti i comuni del cratere sismico. Al solo guardarla era difficile trattenere le lacrime. Oggi, dopo 14 anni, c’è una decisione, presa dal sindaco di Sant’Eusanio Forconese, Deborah Visconti, che non può non commuovere di nuovo. La facciata della basilica è stata restaurata e l’impalcatura è stata parzialmente tolta (lo sarà completamente entro maggio). L’orologio è stato rimontato, ma continuerà a restare fermo sull’ora tragica del 6 aprile 2009.
Le lancette riprenderanno a girare solo quando la chiesa e tutte le case del paese torneranno agibili. Ci vorrà forse ancora qualche anno ma quando le ore batteranno di nuovo lo faranno, più forte del solito, anche i cuori di chi ci sarà. E la vita tornerà a scorrere come prima, sarà il vero ritorno alla normalità. Il terremoto per l’ennesima volta non l’avrà avuta vinta. Il sindaco ha comunicato la sua decisione con un post su Facebook in cui si legge: «È tornato al suo posto dopo 14 anni l’orologio della nostra Basilica che ora “svetta” di nuovo sulla facciata centrale. Ma non racconta più l’incedere del tempo: per una decisione che ho assunto, è fermo alle 3.32, all’ora in cui tutto si bloccò, le nostre case e la nostra storia sbriciolate dalla furia del terremoto, le vite spazzate via dalla stessa terra che tanto amavamo e mai abbiamo smesso di amare, nonostante tutto. Le lancette restano ferme per coltivare la nostra memoria comune, ma anche per ricordare ogni giorno la forza che abbiamo avuto nel rialzarci, nel tornare a ricostruire e guardare avanti. Quando ogni mattone tornerà al suo posto, nella nostra basilica come in ogni angolo di questi amati vicoli e di queste strade, decideremo tutti insieme se rimettere in moto quelle lancette o lasciare che continuino a segnare le 3.32, come quella maledetta notte. Con la consapevolezza che nulla può fermare il coraggio e i sogni di una comunità che mai ha smarrito la speranza. Oggi come allora», ha concluso il sindaco.
La basilica attuale è il risultato di ricostruzioni e rimaneggiamenti che si sono susseguiti nel corso dei secoli in seguito ai frequenti terremoti che hanno colpito la zona. Nella cripta si trova conservato il corpo di Sant’Eusanio.
Nel 1971 un restauro ha scoperto parte delle colonne e riportato alla luce affreschi del Quattrocento e Cinquecento. Sopra l’entrata della basilica “troneggia “lo storico organo di Adriano Fedri del 1772.
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