Torna la polemica sulle statue collocate alla Madonna Fore

21 Luglio 2019

L’AQUILA. Stanno suscitando polemiche le statue dello scultore aquilano Valter Di Carlo posizionate lungo la Via Matris dai piedi della montagna di San Giuliano fino al santuario mariano.Tra le...

L’AQUILA. Stanno suscitando polemiche le statue dello scultore aquilano Valter Di Carlo posizionate lungo la Via Matris dai piedi della montagna di San Giuliano fino al santuario mariano.
Tra le lamentele c’è da registrare quella di Giorgio Lely, un aquilano attempato ma sempre con la passione delle camminate alla Madonna Fore, che vive in Olanda da molti anni e quando torna nella sua città ama passeggiare lungo il tradizionale sentiero che è uno dei luoghi simbolo degli aquilani. Meta di gite, scampagnate fin su alla Crocetta, e dei pellegrinaggi che nel giorno della Domenica delle Palme e in altre occasioni terminano poi con le celebrazioni al santuario. “Chi te’ nu’ poche ’e core non po’ manca’ a mezzanotte alla Madonna Fore”, recita uno dei motti della Confraternita dell’Addolorata, che si occupa di tenere in vita il piccolo edificio religioso dedicato alla Vergine Maria.
«Ho tanto rispetto per la Confraternita e chi ha voluto a tutti i costi mettere le statue lungo il sentiero», afferma Giorgio Lely, «ma non posso fare a meno di rilevare, da aquilano che vive all’estero da tanti anni, che sono fuori luogo e fuori contesto. Intanto perché sono enormi e non si tratta di piccole Edicole, che si confondono con la natura circostante – com’è per esempio lungo la Via Marian, a Roio – ma di opere mastodontiche che, seppure molto belle e apprezzabili, hanno poco a che fare con il paesaggio naturale che caratterizza quel luogo fantastico, che è la Madonna Fore e l’intera montagna di San Giuliano».
«Mi chiedo se il Comune, prima di permettere l’installazione (con spese comunque a carico dello scultore Di Carlo, ndr), abbia interpellato qualcuno, a cominciare dai cittadini che frequentano numerosi quei luoghi, fino alle associazioni ambientaliste, che fanno tanto baccano per piccole cose che si volgio realizzare sul Gran Sasso e poi permettono l’installazione di scultura così grandi. Quella strada è anche pericolosa, a causa del terremoto, e le statue rappresentano anche un ulteriore pericolo». (v.p.)
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