Tornano a casa 4 dipinti rubati

7 Ottobre 2022

Il Munda acquisisce le tavolette del maestro di Campo di Giove sparite nel 1902

L’AQUILA. Dopo 120 anni di peregrinazioni, tornano a “casa” quattro tavolette dipinte dal maestro di Campo di Giove, preziosi resti di un antico tabernacolo contenente la scultura lignea di Sant’Eustachio. Proprio in questa settimana le quattro opere sono state riportate nei locali del museo nazionale d’Abruzzo (Munda), dove verranno esposte al pubblico dopo un attento restauro.
Le tavolette dipinte da Nicola Olivieri della Pietranziera, meglio noto come il maestro di Campo di Giove, sono databili al 1380 circa e rappresentano diverse scene della vita del Santo patrono della località: Sant’Eustachio diviso dalla moglie; Traiano nomina Sant’Eustachio capitano dell’esercito; Sant’Eustachio in battaglia; Sant’Eustachio ritrova la moglie.
«Le opere hanno avuto una storia travagliata: le 16 tavolette che formavano la custodia furono rubate il 6 ottobre 1902 dalla chiesa parrocchiale di Sant’Eustachio a Campo di Giove e disseminate sul mercato antiquario», spiegano i responsabili del Munda. «Nel 2018 il Grand rapids art museum del Michigan aveva generosamente restituito all'Italia due tavolette che sono andate ad affiancare quella presente da decenni nelle collezioni del Munda e nel 2019 i Carabinieri hanno consegnato al museo un'altra tavoletta sequestrata».
A luglio scorso, le quattro tavolette sono state riconosciute come autentiche da funzionari del ministero della Cultura nella casa d'aste Lempertz di Colonia e sono state acquistate dalla Direzione generale dei musei; dopo una sosta al Consolato generale d'Italia a Colonia, sono state trasportate a Roma dai Carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale, mentre l'ultima fase del viaggio, da Roma all’Aquila, è avvenuta grazie ai Carabinieri dello stesso nucleo del capoluogo, che ha restituito le opere al Munda.
Le tavolette saranno sottoposte a restauro ed esposte quanto prima al pubblico nel museo nazionale d'Abruzzo, insieme alle altre che fanno già parte della collezione del Munda. «Un lieto fine», concludono i responsabili del museo, «per la storia dell'arte e per il patrimonio culturale abruzzese a 120 anni esatti dal furto».(m.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .