Tornano al lavoro i medici in quarantena

23 Marzo 2020

Una trentina di dipendenti socio-sanitari erano entrati in contatto col dottore positivo. Riapre il primo soccorso di Pescina

AVEZZANO. Sono usciti dalla quarantena e possono tornare al lavoro i sanitari che erano stati messi in isolamento forzato per essere entrati in contatto con il medico di Cerchio, in servizio all'ospedale di Pescina e Avezzano.
Da quel momento, al sistema sanitario marsicano erano venuti a mancare quasi una trentina di persone, tra medici, infermieri e operatori socio sanitari. Alcuni erano stati richiamati in servizio subito, forse perché il contatto con il medico positivo non era stato tale da poter portare a un contagio.
A partire da ieri, invece, tutti gli altri sono tornati in campo per dare il proprio contributo. Ora, di conseguenza, dovrebbe scattare la riapertura del Punto di primo intervento di Tagliacozzo. Tutto il personale, infatti, era stato spostato d’urgenza dall'Umberto I per rimpiazzare i sanitari di Avezzano in quarantena. Ciò aveva portato alla chiusura della struttura di pronto soccorso di Tagliacozzo.
Visto che stanno tutti bene, che hanno superato la quarantena obbligatoria e che sono disponibili a garantire supporto al personale sanitario marsicano, in queste ore dovrebbe avvenire l’ultimo passaggio, ossia quello di riaprire il Ppi di Tagliacozzo, e quindi anche quello di Pescina.
Ciò è fondamentale, soprattutto in questa fase di emergenza, per dare respiro al pronto soccorso di Avezzano, dirottando le prestazioni non urgenti agli altri due ospedali marsicani che svolgono 15mila prestazioni non gravi all’anno.
Per il momento è stato riaperto il 118 di Pescina e i medici sono già al lavoro su tutto il territorio assegnato. Sulla riapertura dei Ppi, invece, già nei giorni scorsi alcuni sindaci hanno chiesto spiegazioni al direttore generale della Asl, Roberto Testa.
«Vedremo quali saranno le soluzioni che a breve verranno adottate», ha affermato il sindaco di San Benedetto, Quirino D'Orazio, che ha scritto alla Asl. «Spero che terminato il periodo di quarantena del personale, si possa avere la riapertura del nostro Ppi. Sono convinto che dall'altra parte ci siano persone che hanno a cuore le nostre sorti». Un esposto alla procura della Repubblica di Avezzano, sulla chiusura del Ppi di Tagliacozzo, è stato presentato dal Comitato per la difesa dei piccoli ospedali d'Abruzzo. La Asl da parte sua parla di «fondate ragioni che hanno portato a una decisione che ha il carattere della contemporaneità e della provvisorietà».
Ragioni, secondo la Asl, «soggette indissolubilmente alla evoluzione delle criticità emerse in quel territorio e della situazione di emergenza, che impone alla nostra Azienda un approfondimento valutativo in ordine al migliore e più razionale utilizzo delle strutture sanitarie a disposizione, per far fronte alle innumerevoli e gravi problematiche che impattano pesantemente sulla salute degli utenti-cittadini e del personale sanitario». Alla luce di tutto ciò, il Comitato ha anche sollecitato l'intervento dei sindaci. Un intervento che non si è fatto attendere, visto che 28 primi cittadini, tra cui quelli di Pescina, Stefano Iulianella, e Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, hanno scritto al presidente della Regione Marco Marsilio e all'assessore alla Sanità Nicolettà Verì, per chiedere, oltre al potenziamento dell’ospedale di Avezzano, di prendere in considerazione quelli di Tagliacozzo e Pescina, «al fine di decongestionare la struttura di Avezzano».
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