Tornano le opere rubate nel post sisma

Cinque pale d’altare trafugate dalle chiese di Capestrano e Scoppito sono state riconsegnate ai sindaci dei due paesi
L’AQUILA. Restituite cinque opere d’arte rubate nel post sisma, prima del 2012, nelle chiese (inagibili) di San Giacomo apostolo a Scoppito e San Nicola a Capestrano. La riconsegna delle pale d’altare è stata fatta in una cerimonia nella sala ipogea dell’Emiciclo alla presenza di autorità civili e religiose. Le opere sono state recuperate mesi fa dai carabinieri in cinque ville della costiera amalfitana al termine di un’inchiesta che ha portato al recupero complessivo di altri 37 beni.
Le modalità sono state narrate dal tenente colonnello Nicola Candido, comandante del reparto operativo Tutela e patrimonio culturale. Un’operazione cui i militari tenevano molto come dimostra la presenza del comandante regionale dell’Arma, Carlo Cerrina, e ovviamente, del comandante provinciale Nazareno Santantonio. I quali hanno annunciato la imminente istituzione all’Aquila di un presidio di questo reparto, istituito quasi 50 anni fa. Presenti anche i sindaci Marco Giusti (Scoppito) e Antonio D’Alfonso (Capestrano) insieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e al presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio.
Il generale Cerrina, in particolare, ha ricordato quanto possa essere importante la documentazione, anche fotografica, di tutti i beni di valore, pubblici e privati, in modo che, inseriti in una banca dati, sarà più facile recuperarli. Questo è possibile con un’applicazione reperibile sul sito dell’Arma dei carabinieri.
L’operazione, avviata a settembre 2017, s’inquadra nel novero delle attività preventive e repressive attuate dal Comando Tpc e, in particolare, in quelle info-operative svolte sul mercato clandestino di beni d’arte, che hanno permesso di acquisire elementi su imprenditori che avevano numerosi beni di probabile provenienza furtiva. Gli ulteriori approfondimenti investigativi, coordinati della Procura di Salerno, hanno consentito di identificare sia personaggi dediti alla ricettazione di opere d’arte antica, sia collezionisti, pronti ad acquistare beni culturali senza verificarne, pur di ampliare la loro raccolta, la lecita provenienza.
Si tratta, in particolare, della “Presentazione di Gesù al tempio”, opera risalente al 18esimo secolo, rubata a Capestrano. Nella stessa chiesa è stata rubata “La Madonna con Gesù Bambino, angeli e anime del purgatorio tra le fiamme”, opera del 18esimo secolo. Nella stessa epoca era stata presa la “Madonna del rosario con bimbi e santi”, realizzata nel 18esimo secolo. Nella chiesa di San Giacomo Apostolo di Scoppito, invece, furono rubate la “Madonna del rosario”, realizzata nel 1653 e “Madonna della cintola, angeli, santa e anime del Purgatorio”, del 17esimo secolo.
Il prefetto Giuseppe Linardi ha elogiato l’operato dei militari e delle forze di polizia «che tutto il mondo ci invidia», sottolineando il valore inestimabile delle opere recuperate in questi anni. Don Renzo D’Ascenzo, che ha portato il saluto del cardinale arcivescovo, Giuseppe Petrocchi, ha espresso «profonda gratitudine per il recupero, perché l’arte avvicina al Cielo». Lo stesso Biondi ha tenuto a ricordare che grazie alla presenza di tanti militari nel post sisma è stato evitato lo spoglio della città
Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore generale facente funzioni di archeologia delle belle arti e del Ministero per i Beni culturali, e Alessandra Vittorini (soprintendenza regionale), hanno spiegato significato e valore delle opere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

