Torraco commissaria il Comune di Calascio

29 Giugno 2021

Via il sindaco Marinacci, dalla prefettura arriva il dirigente Pizzi: mistero sul motivo della decisione

CALASCIO. Terremoto politico (ma forse non solo) nel Comune di Calascio. Ieri mattina il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, ha commissariato l’Ente locale e ha quindi, di fatto, “dimesso” il giovane sindaco Ludovico Marinacci, 34 anni, eletto nel 2016, e tutto il consiglio comunale.
Il Comune, va precisato, sarebbe comunque tornato al voto in autunno per l’elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale. C’è un piccolo giallo sui motivi della decisione del prefetto.
Per ora non sono chiare le vicende che hanno supportato il commissariamento. L’ormai ex sindaco Marinacci ieri pomeriggio non si è fatto trovare al telefono (il Centro lo ha contattato inutilmente) per fornire una spiegazione a quanto è accaduto all’ombra della Rocca famosa in tutto il mondo per il suo fascino.
La circostanza che un ormai ex sindaco non fornisca la sua versione non fa che ingarbugliare ancora di più la vicenda. Vediamo per ora quali sono i fatti accertati. Ieri mattina, il prefetto ha firmato il commissariamento del Comune e contestualmente ha nominato il commissario nella persona del dottor Federico Pizzi. Il commissario, senza perdere tempo è andato a Calascio, accompagnato da due carabinieri, e si è insediato nell’ufficio del primo cittadino. Ieri pomeriggio dal Comune di Calascio hanno confermato la presenza del commissario «che è impegnato in riunione e non può rispondere al telefono». Fare una riunione alle 18 del pomeriggio in un piccolo Comune come Calascio fa intendere che ci siano delle cose prioritarie da approfondire sulle quali non si può perdere ulteriore tempo. Naturalmente nel “chiacchiericcio” di paese di ipotesi sulle motivazioni di questa improvvisa decisione della prefettura ne sono emerse più di una. Sembra esclusa la causa “politica”. Pare che negli ultimi mesi ci siano state polemiche fra sindaco e cittadini per questioni meramente amministrative e si sarebbero dimessi un paio di consiglieri della maggioranza. Ma nei casi in cui si dimette la maggioranza dei consiglieri comunali e quindi il sindaco decade automaticamente, le procedure sono un po’ più macchinose e il commissariamento avviene nel giro di qualche giorno e non in pochissime ore. (g.p.)
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