Torre civica, ecco il piano per il restauro

Fiancheggia Palazzo Margherita. Firmato il protocollo: lavori da 2,9 milioni grazie agli emigrati e al governo d’Australia
L’AQUILA. È la volta della Torre civica. Custode silenziosa, per decenni, della preziosa pergamena di Celestino, la Bolla del Perdono. A due giorni dall’inaugurazione di palazzo Margherita, il Comune ha annunciato l’avvio dell’iter per la ristrutturazione dell’antica torre gravemente danneggiata dal sisma del 2009, che fiancheggia l’edificio principale (nei giorni scorsi c’erano state polemiche sui ritardi, paventando rischi per la sicurezza, da parte delle opposizione, ndc).
L’intervento di recupero verrà realizzato dalla Fondazione Carispaq quale soggetto attuatore e costerà 2,9 milioni di euro raccolti dalla comunità degli italiani in Australia e dal governo australiano.
Ieri la sottoscrizione del protocollo d’intesa alla presenza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, del presidente della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri, e del segretario generale, David Iagnemma. Collegati in videoconferenza i componenti del Comitato degli italiani in Australia, promotore della raccolta delle donazioni, rappresentati da Giancarlo Martini Piovano e Doug MacColl, in rappresentanza dell’ente no-profit Scalabrini Village.
LAVORI DI CONSOLIDAMENTO
Sulla durata dell’intervento, il Comune non si è sbilanciato. Ma il sindaco Biondi ha parlato di «tempi rapidi» per completare il restauro dell’intero complesso edilizio che si affaccia su piazza Palazzo. Un’iniziativa resa possibile grazie alle donazioni del Comitato degli italiani in Australia, istituito dopo il terremoto su iniziativa dell’Italian Media Corporation insieme al governo australiano. La Fondazione Carispaq ha seguito la procedura amministrativa. Per motivi tecnici, la torre ha seguito un percorso differente rispetto alla ristrutturazione di Palazzo Margherita: attualmente presenta lesioni a taglio di grave entità sulle murature, soprattutto nella parte del basamento e delle volte interne. Si interverrà con il consolidamento del sistema di sottofondazione e delle murature portanti, oltre al restauro dell’apparato lapideo e decorativo. È prevista, inoltre, la realizzazione di una struttura interna in acciaio che conterrà una scala d’ispezione. Del progetto esecutivo si occuperà il settore ricostruzione del Comune, con la supervisione di un Comitato di garanzia.
«NESSUN PERICOLO»
«La torre è sicura, altrimenti non avremmo riaperto Palazzo Margherita e non avremmo collocato i dipendenti e le strutture che occupano il palazzo di città».
Il sindaco Biondi ha risposto così ai dubbi sulla sicurezza. «C’è una relazione chiarissima di un ingegnere, peraltro molto qualificato», ha detto Biondi. Taglieri ha evidenziato «il ruolo della Fondazione Carispaq, in prima linea per la rinascita del patrimonio culturale danneggiato dal sisma».
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