Torre civica, la relazione: «Servono lavori urgenti»

L’AQUILA. Spunta una relazione tecnica a portare il caos intorno alle condizioni della Torre civica dell’Aquila, a pochi giorni dalla riapertura dell’adiacente Palazzo Margherita, prevista per l’11...
L’AQUILA. Spunta una relazione tecnica a portare il caos intorno alle condizioni della Torre civica dell’Aquila, a pochi giorni dalla riapertura dell’adiacente Palazzo Margherita, prevista per l’11 dicembre. A rivelarla in conferenza stampa è stata l’opposizione, che ha poi consegnato le carte al prefetto Giancarlo Di Vincenzo. Ma il Comune rassicura.
LA RELAZIONE TECNICA
«Si denota un notevole scostamento (pari a circa 3 cm per la facciata Est e quasi 6 cm per la facciata Sud), testimoniato anche dalla presenza delle significative fessure presenti alla base della torre», si legge in uno dei passaggi chiave della relazione datata 4 dicembre 2023 e firmata dal tecnico Davide Porrelli. Un altro passaggio: «In considerazione del fatto che non è stato possibile effettuare puntualmente l’efficacia della messa in sicurezza della Torre civica (per via dell’applicazione delle reti metalliche apposte a seguito degli eventi sismici del 2016, ndr), si precisa che le assunzioni rese necessarie alla base delle verifiche effettuate sono state quelle di attenersi a una situazione transitoria che non può perdurare nel tempo, infatti è stata ipotizzata una vita utile della struttura di 10 anni. Per cui si rende necessario procedere con urgenza all’attuazione degli interventi definitivi sulla Torre civica, non rinviabili ulteriormente».
L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO
«Il collaudo ha riguardato la sola struttura di Palazzo Margherita, ma la Torre civica è ferma al 2009», spiega il consigliere di L’Aquila coraggiosa Lorenzo Rotellini. «Le indagini approfondite sullo stato della torre non sono state eseguite perché impedite dalle reti che attualmente la cingono. E dalle conclusioni della relazione si evince come la vita utile dell’opera di messa in sicurezza è di circa dieci anni, quindi dal 2019 risulterebbe essere non più sicura». «A fronte della volontà dell’amministrazione di voler rassicurare tutti, ad oggi la certificazione sulla staticità dell’opera non c’è», gli fa eco il consigliere di L’Aquila nuova Paolo Romano. «Ciò che emerge dalla relazione è che dal 2011 al 2018 ci sono state diverse perizie che evidenziano uno scostamento strutturale che da millimetrico è diventato di diversi centimetri. Così come dalla sua conclusione non si evince che la torre rischia di crollare domani, ma che bisogna intervenire con urgenza». All’attacco anche Stefania Pezzopane del Pd.
LA REPLICA DEL COMUNE
«Capisco la difficoltà di chi fa regolarmente il tifo contro questa città, ma la nostra Torre civica è assolutamente sicura. Giammai saremmo rientrati a Palazzo Margherita se non ci fossero state date ampie rassicurazioni», rassicura il vicesindaco Raffaele Daniele. «Basta leggere con attenzione la relazione per comprendere che gli interventi devono essere effettuati entro 10 anni a partire dalla data della relazione stessa, cioè da oggi. Quindi la torre non è a rischio crollo e anche Palazzo Margherita è assolutamente sicuro, altrimenti non avremmo avuto l’agibilità».
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