Torrente da intubare, 700 volte no

19 Maggio 2018

Comuni di Capistrello e Morino, 18 associazioni e cittadini a Pescara per contestare la centrale sul Rianza

AVEZZANO. «Il torrente Rianza deve essere riqualificato turisticamente e non intubato per chilometri al fine di realizzarne un impianto idroelettrico». Questo l’intento delle amministrazioni comunali di Capistrello e di Morino, di 18 associazioni e di oltre 700 cittadini che hanno deciso di contrastare il progetto.
Un progetto depositato in Regione per le necessarie verifiche dalla società Abruzzo Energie Rinnovabili srl. Il corso d’acqua in questione si trova a Pescocanale di Capistrello.
Il progetto sarà discusso martedì a Pescara e le amministrazioni, le associazioni e cittadini diranno la loro.
«Il torrente Rianza dovrebbe essere intubato per oltre un chilometro», spiega Augusto De Santis del Forum H2O, «ci sono un parco dell’acqua e un ecosistema unico da valorizzare: non non si può sacrificare un valore come questo per una produzione di energia elettrica minima. Abbiamo chiesto audizione al comitato Via di martedì anche perché questi impianti, a parte nel momento della costruzione, vengono gestiti in remoto e non ci sarebbero neanche posti di lavoro. Quella del Liri è una valle meravigliosa ed è sottovalutata. Andrebbe riqualificata e non denigrata».
A portare avanti la battaglia, oltre alle amministrazioni di Capistrello e di Morino, ci sono 700 cittadini e 18 associazioni: Forum H2O, Soa, Fare verde onlus, Lipu, Coop. Sociale Lybra, Avis Pescocanale, Wwf Abruzzo Montano, Verde Liri, Altura, Il Martello del Fucino, Centro natura Marsica, Il Salviano, Comitato Piani Palentini, Erci Team Onlus, Comitato spontaneo Viviamo Il Liri, Comitato salviamo la ferrovia Avezzano-Roccasecca, Amici dell’Emissario, Nuovo senso civico onlus.
«Questo è un fiume di acqua minerale unico nel suo genere», precisa Fabrizio Petroni del comitato Salviamo il Liri, «è una follia intubarlo per più di un chilometro per produrre solo 200 chilowat. C’è una carenza idrica conclamata e un meraviglioso ecosistema. Non possiamo accettare questa centrale».
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