Tra badanti e parrucchieri dilaga il fenomeno abusivi

6 Dicembre 2016

Le testimonianze degli imprenditori: «Da noi tanti controlli, da loro niente tasse» L’associazione lancia un appello a Guardia di finanza, carabinieri e polizia locale

AVEZZANO. Nella Marsica dilagano parrucchiere ed estetiste abusive, ma anche badanti e artigiani irregolari. Gli operatori dei vari settori, schiacciati dalla crisi e dalla concorrenza sleale, non ce la fanno più ad andare avanti e per questo hanno lanciato un appello alle forze dell’ordine. La fotografia scattata dalla Confesercenti sull’abusivismo in Italia è allarmante e mostra come negli ultimi anni il fenomeno sia cresciuto a dismisura fino a superare la soglia del 50%. Anche nella Marsica la situazione è analoga, tanto che ieri l’associazione ha chiamato a raccolta il Comune di Avezzano, con l’assessore al Commercio, Fabiana Marianella, e il comandante della polizia locale, Luca Montanari, la Finanza con il comandante Giovanni Antonino Marra, e i carabinieri, con il comandante della compagnia di Avezzano, Enrico Valeri. A loro Domenico Venditti e Carlo Rossi, rispettivamente presidente e direttore di Confesercenti, commercianti e artigiani intervenuti hanno rivolto degli interrogativi sul tema.

«Siamo una cooperativa che si occupa di assistenza ai malati in ospedale», è stata la destimonianza di una donna, «ma non ce la facciamo più ad andare avanti perché c’è una concorrenza sleale incredibile. Ci sono donne che si occupano dei pazienti ricoverati senza alcuna autorizzazione e prendendo i soldi in nero dai parenti. È vergognoso».

Stessa situazione, ma contesto diverso, per parrucchiere ed estetiste a domicilio. «Ho avuto un controllo delle forze dell’ordine», racconta un’estetista, «ho detto loro che dovevano andare anche nella palazzina vicina al mio negozio, dove puntualmente una donna va a fare i capelli a casa ai condomini. Non ci sono andati perché non potevano entrare nelle abitazioni private».

«Ho fatto di una passione un lavoro», spiega una pasticciera, «ho aperto un’attività e ho iniziato a fare torte. Dopo due anni la passione è finita e sono esasperata perché da me la Asl viene in continuazione per i controlli e intanto ci sono decine di persone che fanno torte in casa, in pigiama e magari con il gatto che gironzola in casa. E guadagnano più di me».

Episodi diversi che fanno emergere un abusivismo dilagante. «Invito tutti a chiamare il 117 e a denunciare quello che succede», evidenzia il capitano Marra delle Fiamme gialle. Tra le tante segnalazioni è spuntata fuori anche la moda degli home restaurant. «Non possiamo andare in casa di una persona e verificare se sta facendo una cena a pagamento», sottolinea Montanari, «non c’è norma che disciplina questo o altri settori. Abbiamo le mani legate».

Consigli tecnici sono stati dispensati dall’avvocato Leonardo Casciere intervenuto all’incontro.

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