Tracce del primo teatro d’Abruzzo riemergono dalla scuola De Amicis

Risale al 1600 ed è uno dei più antichi d’Italia, venne realizzato in quello che un tempo era l’ospedale A studiarne la storia e a trovare i documenti gli architetti Colella e Pecilli. E ora ne chiedono una tutela
L’AQUILA. Tra le storiche mura di quella che gli aquilani conoscono come scuola elementare De Amicis, in piazza San Bernardino, sono custodite le tracce del primo teatro d’Abruzzo, uno dei più antichi in Italia, risalente al 1600. I resti dell’antico edificio sono emersi durante i lavori di consolidamento e ristrutturazione del complesso, ancora in corso, e trovano conferma in importanti documenti del passato. A studiarne la storia sono stati due architetti aquilani, Maria Gabriella Colella e Pietro Antonio Pecilli, che lanciano un appello: «Con i lavori di recupero della struttura, non si perda l’occasione di ricordare una pagina fondamentale della espressione culturale cittadina».
DA OSPEDALE A TEATRO
«Per più di duecento anni lo storico edificio, che molti aquilani conoscono come ospedale San Salvatore e poi scuola De Amicis, ha ospitato quello che Cesare Rivera definì il primo teatro in Abruzzo e uno dei primi in Italia» spiegano gli architetti. «Nell’ospedale Maggiore, voluto da San Giovanni da Capestrano e realizzato verso la metà del quindicesimo secolo, si volle realizzare nel 1645 un teatro che venne affidato alla Gioventù nobile aquilana. I proventi delle rappresentazioni furono destinati al funzionamento dell’ospedale. Si stabilì che il teatro fosse mantenuto e diretto dalla pubblica amministrazione e non vi fosse affisso altro stemma se non quello della città». Le prime notizie delle modifiche subite dall’edificio ospedaliero, risalgono al 1616, quando cioè una parte della fabbrica venne destinata a ospitare il primo teatro d’Abruzzo.
PIANTA A FERRO DI CAVALLO
La pianta cosiddetta a ferro di cavallo del teatro San Salvatore appare anticipatrice di esempi successivi più illustri. «Un documento che abbiamo rinvenuto» dicono Colella e Pecilli «mostra come la sala avesse di due ordini di palchi disposti angolarmente rispetto alla scena per consentire una migliore visione dello spettacolo teatrale».
200 METRI QUADRATI
Il teatro venne usato fino alla metà del diciannovesimo secolo, dopo di che se ne persero le tracce, tanto che Rivera lo descrive nel 1923 come uno spazio di circa 600 metri quadri disposto sull’attuale piazza del Teatro. «In realtà il teatro San Salvatore era si disposto all’angolo dell’edificio tra via San Giovanni da Capestrano e piazza del Teatro», continuano gli architetti, «ma era più piccolo di quanto ritenesse Rivera e in pianta occupava meno di 200 metri quadrati».
SPAZIO SCENICO
Un piccolo teatro che però vantava soluzioni architettoniche nella gestione dello spazio scenico che nulla aveva da invidiare ai coevi esempi più illustri. «Nonostante il San Salvatore fosse il più importante luogo di destinato alle rappresentazioni teatrali dell’Aquila», continuano i due architetti, «fino a questo studio si era perduta memoria dell’esatta collocazione del teatro».
SCUOLA ELEMENTARE
«Dagli studi emerge che dopo i lavori eseguiti e documentati dall’architetto Leonporro nel 1779 il teatro San Salvatore non subirà altre modifiche fino a quando, nel 1906, l’amministrazione comunale decise di trasformarlo in scuola elementare» spiegano.
L’APPELLO
«L’occasione dei lavori consentirà di comprendere e valorizzare un edificio che è nel cuore degli aquilani. Quello che ci auguriamo», concludono Colella e Pecilli, «è che non si perda l’occasione di ricordare una pagina fondamentale della espressione culturale cittadina. Auspichiamo quindi che, pur nella necessità di trovare una nuova funzione all’antico ospedale San Salvatore, si trovi anche il modo di testimoniare e valorizzare la storia dello spazio scenico dell’Aquila, della quale il teatro San Salvatore è testimonianza diretta della sua pregressa e attuale importanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

