Tradizione e dialetto il filo conduttore per gli oltre 150 autori

1 Dicembre 2018

Grande successo della cerimonia che ha visto protagonisti personaggi del mondo politico e culturale non solo aquilani

L’AQUILA. Il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, e il senatore Gaetano Quagliariello, presidente del Centro studi e ricerca Magna Carta, sono alcune delle personalità che ieri sera hanno ricevuto il premio Zirè d'oro, intitolato al direttore di Avvenire e parlamentare europeo Angelo Narducci, e organizzato dall’Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia. Hanno ricevuto il riconoscimento anche il presidente della Camera di Commercio della Provincia dell’Aquila, Lorenzo Santilli, la giornalista Rita Centofanti, Mauro Maccarrone, membro del Comitato editoriale per la biochimica dell’Enciclopedia of life Sciences, e lo chef internazionale aquilano William Zonfa. I fratelli Mario e Franco Narducci hanno consegnato il premio anche alla primatista mondiale di pattinaggio su strada Alessandra Susmeli, a Manuel Romano, dell’agenzia di fotogiornalismo internazionale Nur Photo; Giovanna Renzetti, del laboratorio di Print Art Design, Rovo Carni, i fratelli Di Domenico, titolari di Spiedì, lo psichiatra neurologo Paolo Pomero e l’esperto di relazioni internazionali Nicola Colantoni. Tra i premi letterari Iole Chessa Olivares, di Cagliari, e Selene Pascasi, dell’Aquila hanno vinto a pari merito nella sezione della Poesia in lingua; seconda Vittoria Tomassoni e terza Vera Barbonetti. Per la Narrativa in lingua primo posto per Carlo Maria Marchi e secondo per Giustino Parisse, giornalista del Centro; mentre per la Poesia d’amore la vincitrice è Maria Buongiorno, calabrese trapiantata a Roma, alle cui spalle s’è piazzata l’aquilana Eugenia Tabellione. Ireneo Recchia, di Pescara, e Antonio Frattale, dell’Aquila, hanno vinto il primo e il secondo premio per la Poesia dialettale, mentre Alberto Calavalle, di Urbino, è risultato primo assoluto nella Narrativa in dialetto. La giuria, presieduta da Gastone Mosci, dell’Università di Urbino, e della quale facevano parte anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta, la scrittrice Maria Lenti, l’artista Raimondo Rossi, il poeta e critico anconetano Fabio Maria Serpilli e le aquilane Liliana Biondi, Marilena Ferrone e Maria Silvia Reversi, ha selezionato i lavori di 150 autori. La serata ha visto la partecipazione del presidente onorario dell’Istituto di Abruzzesistica, Gianni Frattale, del presidente dei Premi, Angelo Taffo, e del coro Amici del Bel Canto diretti dal maestro Paolo Crisante. Alla fisarmonica Lusiana Sebastiani.
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