Traffico di droga, a giudizio dopo 6 anni

Sulmona, processo per 13 componenti della banda sgominata dai carabinieri. Altri due hanno patteggiato la pena
SULMONA. Sui social si facevano chiamare con i nomi dei componenti della banda della Magliana e all’epoca controllavano il mercato di stupefacenti a Sulmona e nei paesi della Valle Peligna. Una consorteria criminale, secondo l’accusa, che si stava preparando a fare il salto di qualità per diventare una vera e propria associazione criminale dedita allo spaccio di droga e di armi. A fermare quei malviventi nel 2012 furono i carabinieri che sgominarono l’intera banda arrestando 14 persone e denunciandone altre 10. Ieri, a distanza di quasi sei anni dagli arresti, i protagonisti principali di quell’inchiesta, che i carabinieri chiamarono “Operazione Piccolo Colosseo”, sono finiti davanti al gup del tribunale di Sulmona.
E al termine dell’articolata udienza preliminare, presieduta dal giudice Giorgio Di Benedetto, sono stati rinviati a giudizio. Alcuni di loro hanno scelto riti alternativi per definire la propria posizione giudiziaria. A scegliere il processo ordinario sono stati Stefano Passoforte, Francesco Bucci, Stefano Bighencomer, Jomar Rafael Rapa Salas, Lorenzo Pacifico e Danilo Santilli. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 27 novembre.
Invece, Fabrizio Gigante, Massimiliano Le Donne, Luca Del Sarto, Mattia Buccilli, Luca Buccilli, Giuseppe Serva e Fernando Polce hanno optato per il rito abbreviato, fissato per il prossimo 24 maggio, davanti al giudice Daniele Sodani. Ha invece deciso di chiudere la storia in maniera definitiva patteggiando la pena Alfredo Scala. Il giovane che, da allora sembra aver cambiato vita e frequentazioni, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere attraverso un articolato calcolo che ha tenuto impegnati il giudice e l’avvocato Luca Tirabassi (difensore di Scala) fino al tardo pomeriggio.
Prima di Scala aveva scelto il patteggiamento anche Giovanni Gigante, che ha avuto 3 anni e 10 mesi.
Una banda, è stato più volte ripetuto, che gestiva e teneva sotto controllo il fiorente mercato della droga dell’intero comprensorio, nella quale ognuno dei componenti aveva un compito ben preciso. Chili di droga che viaggiavano da Roma nei centri della Valle Peligna, grazie ai cosiddetti “cavalli”, e che venivano smistati ai vari consumatori da diversi pusher. Altri invece si occupavano del recupero crediti picchiando e minacciando, anche ricorrendo all’uso delle armi, chi non voleva o non riusciva a pagare la droga. Custode delle armi, due pistole calibro 9, che i carabinieri hanno trovato all’interno di una cassetta di ferro sotterrata in un campo, era Francesco Bucci. Una banda organizzatissima che i carabinieri sono riusciti a smascherare grazie ad apparecchi Gps e cimici nascoste nelle auto di alcuni componenti .
Un salto di qualità nelle investigazioni che consentì ai carabinieri di capire come si muovevano gli spacciatori, di tenerli sotto controllo e infine di arrestarli.
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