Traffico di migranti, patteggiano in due

Un anno e otto mesi per gli imprenditori di Luco. Per altri 20 imputati il gup presenta una dichiarazione di astensione
AVEZZANO. Un anno e otto mesi di reclusione, oltre a 30mila euro di multa, è la pena patteggiata da due dei 22 imputati per la vicenda riguardante un presunto traffico di stranieri nella Marsica. Si tratta di Gioacchino Ciocci, 47 anni, e Quirino Massaro D’Alò, 50 anni, entrambi di Luco, comparsi ieri mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare, Maria Proia. Per le altre venti persone il pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato aveva già richiesto ad aprile il rinvio a giudizio. Alla luce del patteggiamento, il gup Proia ha presentato una dichiarazione di astensione. Dovrà essere accettata dal presidente del tribunale di Avezzano e la decisione è stata fissata per il 17 settembre.
Sotto accusa, a diverso titolo, per reati che vanno dal favoreggiamento all’immigrazione clandestina, fino alla truffa ai danni dello Stato, ci sono Augusto Cicchinelli, imprenditore di Trasacco, Francesco Papa di Roma, Attilio Cicchinelli, di Trasacco, Gianfelice Angelone di Avezzano, Mohammed El Adouy, Mohammed Ari, Said Yatimenabi, Otman Yatimenabi, Laamiri Jabbari, tutti residenti ad Avezzano e Luco, Giuseppe Antonini di Avezzano, Giuseppe Stornelli di Avezzano, Pasquale Salvati di Trasacco, il 25enne Francesco Cafiero, e Ugo Lucio Perrotta, di Celano, Angelo Catarinacci di Luco, Giuseppe Di Fabio di Lecce nei Marsi, Antonio Troiani di San Benedetto dei Marsi, Mario Morgante di Celano, Franco Di Fonzo di Lecce e Francesco (Franco) Cafiero, 75 anni, di Celano. Nella vicenda si è dichiarato parte lesa un giovane straniero di origini marocchine. Il giovane, assistito dall’avvocato Raffaele Mezzoni, ha raccontato di aver partecipato a dei corsi che avvenivano in Marocco e di aver pagato quasi 6mila euro per ottenere la certificazione. Poi è arrivato in Italia dove doveva essere assunto a seguito della qualifica, ma ciò non è avvenuto. Il gup ieri mattina ha accolto l’istanza dell’avvocato Mezzoni. Secondo l’accusa, i giovani marocchini pagavano fino a 11mila euro per poter arrivare in Italia attraverso false domande di assunzione di imprenditori agricoli compiacenti. Tutto ciò dopo aver frequentato corsi finanziati dall’Unione europea. Nell’indagine, svolta dagli agenti della questura dell’Aquila, sono state utilizzate anche intercettazioni telefoniche e ambientali. Le indagini, che fanno riferimento a presunti reati compiuti tra il 2012 e il 2014, sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. Secondo le accuse, Augusto e Attilio Cicchinelli avrebbero messo in atto un «fraudolento ottenimento del finanziamento europeo dell’importo complessivo di 200mila euro con la presentazione di un progetto di integrazione». Tutto ciò anche grazie alla presentazione di «istanze di nullaosta per i fondi ottenuti grazie a datori di lavoro compiacenti».
Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Mario Flammini, Mauro Ceci, Franco Colucci, Stefano Guanciale, Chiara Di Fonzo e Alessia Fonzi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

