Traffico illegale di rifiuti Tre persone indagate

10 Marzo 2015

La Forestale ha identificato i presunti basisti di una grossa organizzazione Nuove verifiche da parte dei tecnici per verificare la tossicità dell’immondizia

LUCO DEI MARSI. Tre persone indagate nell'inchiesta sul traffico di rifiuti nella Marsica. Si tratta di imprenditori locali, ritenuti dagli investigatori basisti di un'organizzazione più vasta attiva in altre zone del territorio italiano. Sul posto sono intervenuti i corpi speciali di vigili del fuoco, della Forestale che sta conducendo l'indagine e dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) che dovrà eseguire gli accertamenti sui rifiuti campionati per verificarne la tossicità. I vigili del fuoco, invece, sono entrati in azione con gli esperti del nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico e radiologico) per evidenziare una eventuale presenza di sostanze pericolose per l'incolumità pubblica, come la contaminazione da radiazioni nucleari, sostanze pericolose come alcuni gas.

Per il momento non sono stati trovati elementi a rischio, anche se si tratta comunque di rifiuti speciali. Dal primo sopralluogo si tratterebbe di materiale plastico e industriale. Saranno necessari alcuni giorni affinché vengano eseguite le analisi sui campioni prelevati. Sul posto anche gli uomini del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) della Forestale dell'Aquila, guidati dal responsabile Antonio Renato Rampini.

L'inchiesta del Corpo forestale, parallela a quella della Guardia di finanza che sta indagando su un altro capannone di rifiuti scoperto nel nucleo industriale di Avezzano, ha permesso, per ora, di accertare un sistema che puntava ad azzerare i costi di smaltimento utilizzato capannoni dove costipare grosse quantità di materiale.

Vengono presi di mira grossi capannoni non utilizzati per attività industriali e riempiti di rifiuti speciali senza necessità di smaltirli. In tal modo si incassano i soldi per il costoso smaltimento, ma poi vengono semplicemente scaricati a spese zero, pagando soltanto il trasporto. Sono già finiti sotto indagine A.T., proprietario dell'immobile, G.D.L., gestore della struttura, e C.P., a cui il capannone sarebbe stato affidato dal gestore. Ma l'obiettivo è quello di conoscere la provenienza dei rifiuti. Nel giro di pochi giorni sono stati sequestrati da Forestale e Finanza due tir con rifiuti clandestini e due capannoni.

Da una prima valutazione, il materiale stoccato in grandi balle che poi si sono disfatte, per un totale di circa 1.700 tonnellate, potrebbe provenire da attività industriali delle regioni meridionali. I due tir fermati carichi di 27 tonnellate provenivano secondo le carte da Roma, ma i due trasportatori erano residenti in provincia di Caserta, così come l'azienda per cui stavano lavorando.

La bolla di consegna, nell'operazione della Finanza, riportava la partita Iva di un'azienda del posto e c'è già una persona indagata. Quello che gli investigatori e la procura della Repubblica di Avezzano stanno cercando di capire è come sarebbero state fatte sparire queste consistenti quantità di rifiuti, probabilmente di tipo industriale. È molto probabile che l'organizzazione agisse con il supporto di basisti o addirittura di società del posto conniventi che avrebbero potuto prestare il fianco e un aiuto tecnico per le operazioni di smaltimento.

Pietro Guida

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