Traforo da pulire, i lavori slittano ancora

Il Parco scrive a Procura di Teramo e Strada dei parchi e dà lo stop. Il commissario Gisonni critico: «Bisogna collaborare»
L’AQUILA. L’imperativo è la messa in sicurezza della galleria, «per evitare situazioni di pericolo per l’acquifero del Gran Sasso».
Ma i lavori di pulizia e lavaggio della calotta del tunnel autostradale dell’A24 previsti a settembre su richiesta del ministero dei Trasporti, come verifica propedeutica alla “radiografia” della galleria tramite l’utilizzo di georadar, per valutare eventuali criticità, rischiano di slittare. Una nota dell’ente Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, inviata alla società Strada dei Parchi (concessionaria dell’A24) e alla Procura della Repubblica di Teramo, in cui si chiede di non procedere e di valutare un eventuale rischio di inquinamento, ha dato di fatto lo stop ai lavori. Critica la posizione del commissario straordinario, Corrado Gisonni: «Gli enti istituzionali dovrebbero collaborare per la soluzione del problema. Purtroppo, non tutti remano nella stessa direzione».
LA VICENDA. Quello del Gran Sasso, con il combinato disposto di un’autostrada, un acquedotto e i laboratori sotterranei, è un caso unico al mondo. A novembre 2019 il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha nominato commissario straordinario Gisonni, con il compito di “sovrintendere alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione degli interventi indifferibili e urgenti, volti a fronteggiare la situazione di grave rischio idrogeologico e conseguire adeguati standard di qualità delle acque e di sicurezza idraulica del sistema idrico Gran Sasso”. Dopo il fermo scaturito dall’emergenza coronavirus, la società Strada dei parchi avrebbe dovuto dare il via all’operazione di lavaggio e pulizia della calotta del traforo del Gran Sasso, a seguito dell’incontro di luglio scorso, tra tutti gli enti interessati in cui, su richiesta dell’Azienda sanitaria locale di Teramo e per evitare disagi in piena estate, era stato stabilito di eseguire i lavori dopo il 15 settembre. Nel frattempo, è intervenuta la lettera del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga.
SLITTANO I LAVORI. Il commissario Gisonni non usa mezzi termini nell’inquadrare la situazione: «Il problema del Gran Sasso è noto a tutti», dice. «I soggetti coinvolti e anche gli enti istituzionali del territorio dovrebbero collaborare per la soluzione definitiva del problema. Ma non tutti remano nella stessa direzione, come dimostra quanto accaduto di recente. Stiamo valutando percorsi alternativi alla soluzione del lavaggio della galleria che, se portata avanti, presuppone una valutazione di incidenza ambientale. Con Strada dei parchi stiamo ragionando su varie ipotesi», afferma il commissario. «Il problema sono i tempi che si allungheranno inevitabilmente».
PROTOCOLLO D’INTESA. Per velocizzare la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, gli enti interessati, Laboratori di fisica nucleare, società Strada dei Parchi, Ruzzo Reti, Gran Sasso Acqua, Ersi, Asl dell’Aquila e di Teramo, Arta e Regione Abruzzo hanno siglato un protocollo d’intesa “per la gestione delle fasi di comunicazione, autorizzazione e allerta, da seguire preventivamente alla realizzazione di interventi che possano comportare il rischio di pregiudicare la qualità delle acque del sistema idrico del Gran Sasso”. Nella convenzione viene evidenziato come “la criticità del sistema acquifero sia legata proprio alla convivenza di tre infrastrutture strategiche altamente connesse, fisicamente, tra loro: la captazione dalle sorgenti del Gran Sasso a scopo idropotabile sui due versanti, aquilano e teramano, la galleria autostradale del traforo, e i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare”.
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