Traforo e usi civici: scontro sulla conciliazione

29 Aprile 2015

L’AQUILA. La società Strada dei Parchi non ha accettato di conciliare sull’utilizzo del suolo demaniale pertinente il traforo del Gran Sasso e una parte di tratto autostradale. Se la società non...

L’AQUILA. La società Strada dei Parchi non ha accettato di conciliare sull’utilizzo del suolo demaniale pertinente il traforo del Gran Sasso e una parte di tratto autostradale. Se la società non paga l’utilizzo agli enti proprietari, la zona dev’essere riportata allo stato originale, quindi dovrebbe essere “riempito” il traforo del Gran Sasso. Ma la società, con la posizione assunta due giorni fa in udienza, sembra decisa a non pagare.

Infatti, davanti al Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici Camillo Romandini, l’avvocato di Strada dei Parchi ha chiesto che si dia immediata esecuzione da parte della Regione Abruzzo alla reintegra come disposto in sentenza. La sentenza è quella del 19 gennaio 2015.

Nell’ultima udienza si sarebbe dovuta trovare una soluzione per il tentativo di conciliazione tra il Comune dell’Aquila, l’Amministrazione separata usi civici di Assergi, la Gran Sasso Acqua, la Regione Abruzzo e Strada dei Parchi.

La Regione dovrebbe ora intimare la reintegra dello stato originario dei terreni con la demolizione di una parte del tragitto autostradale, compreso il traforo del Gran Sasso, da effettuarsi in 20 giorni. Superata la data, la Regione dovrebbe provvedere a proprie spese alla demolizione.

Il Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici Romandini, nella sentenza di gennaio, aveva accertato la natura civica dei suoli occupati dall’autostrada, compresi quelli di pertinenza della galleria del Gran Sasso.