Tragedia col Suv, la procura sta indagando

23 Luglio 2019

Ascoltato l’amico che era con Cecilia Marottoli nel fuoristrada che si è ribaltato uccidendo la 23enne

L’AQUILA. Sono in attesa del nulla osta della magistratura i familiari della giovane Cecilia Marottoli, 23 anni, che ha perso la vita nella notte tra sabato e domenica nei pressi di Antrodoco, rovesciandosi e finendo schiacciata dal fuoristrada sul quale stava facendo un’esplorazione con un amico 31 del posto.
Ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire, come la dinamica esatta dell’incidente, che ha causato lo scivolamento e il ribaltamento del mezzo, e chi era alla guida. Ieri gli investigatori della procura hanno ascoltato il giovane, che si è salvato grazie al fatto di essere stato sbalzato fuori dal veicolo quasi subito, ancora sotto choc e ferito, anche se non in modo grave. Una volta ricostruita la vicenda, non dovrebbero esserci più intoppi per il via libera del magistrato ai funerali della giovane Cecilia Marottoli.
La 23enne era molto conosciuta in città, soprattutto negli ambienti dell’università (era attivista dell’Udu), ma ancora di più nel mondo del volontariato, nel quale svolgeva una intensa attività nella Croce Rossa Italiana locale.
La tragedia ha fatto il giro della città in poche, lasciando molti sgomenti. In tanti hanno ricordato la giovane Cecilia, che oltra alla mamma e al papà, lascia il fratello Antonio, di due anni più grande di lei.
Un’amica ricorda così Cecilia: «La tua forza,il tuo essere forte,sicura e anche immensamente fragile facevano di te una donna già molto più matura di me che sono più grande di te. Ricordo i tuoi rimproveri, che alle volte mi contrariavano, ma solo perché erano dannatamente giusti. Mi mancherà il fatto di averti accanto, di non poterti dir almeno un’ultima volta grazie di avermi salvato la vita in quel periodo. Grazie di essere stata per me quell’ancora di salvezza. Ti porterò sempre con me nel mio cuore e sappi che ti voglio bene».