Tragedia senza colpevoli

18 Maggio 2017

Omicidio colposo, assolto in appello l’ingegnere Cimino che fece i restauri

L’AQUILA. Una tragedia senza colpevoli: la Corte d’Appello di Perugia ha assolto «per non aver commesso il fatto» l’ingegnere Fabrizio Cimino, accusato di omicidio colposo plurimo per il crollo del palazzo di via D’Annunzio a causa del sisma, che costò la vita a 13 persone. I giudici umbri, chiamati a giudicare su questo caso dopo l’annullamento della condanna in Cassazione, hanno scagionato l’imputato dopo tre anni di processi. Le parti civili e il pg ne avevano invocato la condanna, ma la sentenza ha escluso il nesso di causalità. Tuttavia, una volta chiarito che le responsabilità del crollo non sono di Cimino, secondo le parti civili, sono di certo attribuibili ad altri. Sarà la motivazione a dare una risposta a questo quesito. Il fascicolo è ormai in prescrizione, ma il pg potrebbe di nuovo proporre ricorso in Cassazione contro l’assoluzione. Singolare il fatto che a chiedere la condanna di Cimino a un anno e 10 mesi di reclusione sia stato il pg Fausto Cardella, già pm antimafia all’Aquila fino a pochi mesi fa.
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