Tragica battuta di caccia: dolore per il giovane finanziere aquilano

14 Gennaio 2020

Il maresciallo, nato ad Avezzano e cresciuto a Camarda, ucciso per errore dalla fucilata di un compagno Disperazione del papà, luogotenente dei carabinieri al Centro operativo, e della mamma insegnante 

L’AQUILA. Dolore, sconcerto e incredulità a Camarda, ma anche all’Aquila e a Balsorano e nel corpo della Guardia di finanza e nell’Arma dei carabinieri, per la morte di Luca Pulsoni, 26 anni, maresciallo della Finanza deceduto per le conseguenze di un tragico incidente di caccia avvenuto a Vibo Valentia, in Calabria, città nella quale il giovane si era trasferito per lavoro.
Luca Pulsoni era nato ad Avezzano – la mamma è un’insegnante originaria di Balsorano e in quel periodo, nell’agosto del 1993, lavorava nella Marsica – ma è cresciuto a Camarda.
La madre Lucia Margani e il padre Massimo sono subito partiti alla volta di Vibo Valentia. Quest’ultimo è luogotenente dei carabinieri ed è in servizio nella caserma dell’Aquila, dove lavora nella centrale operativa e dove la notizia ha gettato nel lutto tanti colleghi che gli vogliono bene.
Luca Pulsoni lascia un fratello, Lorenzo, anche lui militare.
Il fatto è avvenuto domenica pomeriggio, nel corso di una battuta di caccia al cinghiale – della quale Luca Pulsoni era molto appassionato – nelle campagne e nei boschi circostanti al comune di Maierato, in località Scrisi, nel territorio della provincia di Vibo Valentia.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto da parte degli investigatori, Luca Pulsoni sarebbe stato colpito accidentalmente da alcuni pallettoni esplosi dal fucile di un cacciatore che faceva parte del gruppo con il quale il giovane era uscito al mattino per inseguire e uccidere cinghiali. I proiettili hanno raggiunto il 26enne a una spalla, ma la ferita si è rivelata più grave del previsto e il decesso sembra sia avvenuto a causa del dissanguamento.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco – che hanno dovuto recuperare il corpo da un dirupo, nel quale probabilmente il giovane è caduto dopo essere stato colpito – e i carabinieri di Maierato e della compagnia di Vibo Valentia, che hanno avviato gli accertamenti per fare piena luce sull’accaduto. È stata immediatamente allertata anche la centrale operativa del Suem 118 che ha subito inviato sul posto un’équipe di sanitari nel tentativo di prestare soccorso. Ma tutto è stato inutile perché al medico dell’unità di emergenza-urgenza non è rimasto altro che constatare la morte del maresciallo.
È stata aperta naturalmente un’indagine da parte della Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, e l’uomo che ha sparato è stato iscritto nel registro degli indagati. Si sarebbe trattato di un tragico errore, stando a quanto emerso dalle prime verifiche e dai primi interrogatori delle persone che stavano partecipando alla battuta di caccia al cinghiale. Il fucile dal quale è partito il colpo mortale è stato sequestrato per essere sottoposto alle necessarie analisi balistiche.
Sotto shock l’amico che ha sparato provocando la morte del 26enne. La salma del sottufficiale è stata trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale di Vibo Valentia, in attesa dell’autopsia che dovrebbe essere eseguita nelle prossime ore. Il giovane sottufficiale è stato raggiunto dai pallettoni nella parte bassa della clavicola. Un colpo che non gli ha lasciato scampo.
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