Transazione con Asm Cialente soddisfatto De Santis polemico

31 Dicembre 2015

L’AQUILA. Il consiglio comunale ha approvato il riconoscimento di debiti fuori bilancio per un importo complessivo pari a circa 6 milioni e mezzo di euro. In particolare, si è dato il via libera...

L’AQUILA. Il consiglio comunale ha approvato il riconoscimento di debiti fuori bilancio per un importo complessivo pari a circa 6 milioni e mezzo di euro. In particolare, si è dato il via libera allo schema di transazione riguardante la lite giudiziale con l’Asm. «La somma (pari a circa 3 milioni e mezzo di euro)», dichiara Massimo Cialente, «permetterà all’Azienda dei rifiuti aquilana di contrastare, a fronte di un bilancio 2015 chiuso per la prima volta con il segno positivo, la grave crisi di liquidità riconducibile a fatturazioni risalenti ai periodi precedenti l’adozione del primo contratto di servizio».

«Stiamo portando avanti un’importante operazione di pulizia del bilancio», ha dichiaratoCialente, «e importante è stato l’aver deciso di riconoscere il debito fuori bilancio alla Asm con questo atto l’azienda sarà in condizione di sistemare le proprie pendenze, ma soprattutto potrà avviare gli investimenti necessari a completare, su tutto il territorio comunale, la raccolta differenziata, cosa che comporterà ulteriori risparmi. Si continua così l’azione volta al perseguimento di una maggiore efficacia ed efficienza grazie anche al grande impegno di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di Asm oltre che dell’amministratore unico Rinaldo Tordera e del collegio sindacale».

Critico l’ex assessore Lelio De Santis (Idv) (l’attuale assessore è Giovanni Cocciante, sempre Idv): «La transazione voluta dal sindaco di 3 milioni e mezzo utilizzando l’avanzo di amministrazione è un segnale contraddittorio e un modo discutibile di utilizzare l’avanzo per almeno per 2 ragioni: pendeva da tempo il giudizio a seguito dell’opposizione proposta dal Comune all’azione di recupero crediti dell’Asm e poi l’Asm è una società totalmente partecipata che cita in giudizio il Comune, unico proprietario, per crediti pregressi relativi ad attività gestionali e l’amministrazione comunale paga, senza chiederne conto, solo per evitare il fallimento dell’azienda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA