Transumanza, trecentomila passi al Sud

12 Ottobre 2018

Successo della dodicesima edizione del viaggio dei pastori e delle loro greggi attraverso le tappe antiche del Tratturo

L’AQUILA. Trecentomila passi nuovi sulle orme di quelli antichi. Il Gran Sasso e il Tavoliere si sono stretti in un abbraccio che si rinnova di anno in anno grazie all’impulso del medico Pierluigi Imperiale, alla testa dei pastori del terzo millennio nella dodicesima edizione della Transumanza L’Aquila-Foggia dell’era moderna.
243 CHILOMETRI. Organizzata da Tracturo3000 insieme con tante comunità e attori del territorio, lungo il percorso storico di 243 chilometri del Tratturo Magno, la manifestazione è iniziata nel 2007 e si è ripetuta ogni anno, con partenza dal prato di Collemaggio il 29 settembre, giorno di San Michele, l’arcangelo protettore dei pastori, fino all’arrivo sotto il monumento dell’Epitaffio di Foggia, l’8 ottobre. Fin dall’inizio ha ricevuto il patrocinio del Senato della Repubblica e, negli ultimi due anni, anche della Camera dei Deputati. L’iniziativa non ha mai ricevuto finanziamenti pubblici né privati. Per esprimere solidarietà con gli abitanti dei luoghi colpiti, nel 2016 partì eccezionalmente da Amatrice e nel 2017 da Campotosto.
I PASTORI. Nelle dodici edizioni svolte hanno partecipato oltre 30 pastori, i veri protagonisti dell’evento, che hanno organizzato una staffetta simbolica con le loro greggi; camminatori provenienti da tutte le regioni d’Italia e poi da Spagna, Olanda, Svizzera, Germania, Belgio, Finlandia, Francia, Austria, Svezia, Iran, Usa; autorità istituzionali, associazioni locali e scuole. Hanno camminato oltre 600 appassionati e partecipato più di 70 organizzazioni locali dall’Abruzzo al Molise alla Puglia che hanno avviato iniziative collaterali che ancora continuano a produrre effetti culturali. Questo avvenimento, per molti aspetti unico nel panorama europeo, è stato documentato su giornali, radio e tv, compresa la Rai, network privati, con dirette seguitissime come Caterpillar e Il Ruggito del Coniglio. Ha inoltre ispirato diversi documentari che hanno partecipato a festival internazionali, fotografi e scrittori. Alla partenza di quest’anno erano presenti il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, fresco di firma di un protocollo d’intesa tra 5 regioni per la promozione della Transumanza verso il riconoscimento come Patrimonio immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco, il vicesindaco dell’Aquila Guido Quintino Liris, che ha assistito al tradizionale passaggio del gregge dentro la chiesetta di San Lorenzo a Sant’Elia, al modo degli antichi transumanti. Inoltre, nelle prime due tappe si è unita al gruppo la Dama della Bolla, medaglia d’oro alle paralimpiadi, Paola Protopapa.
L’ACCOGLIENZA. Lungo il percorso hanno salutato la carovana i sindaci di Prata d’Ansidonia, Paolo Eusani, e di Caporciano, Ivo Cassiani, che ha per l’occasione illuminato in viola la facciata della chiesa di Cinturelli, poi il sindaco di Capestrano, Antonio D’Alfonso e nei giorni successivi hanno portato il saluto altre autorità. «Gli incontri e le emozioni sul Tratturo Magno 2018 non sono mancate», racconta il dottor Imperiale. Come quelle regalate dal coro del Cai a San Demetrio proprio lungo il Tratturo, le installazioni della Musa Ovina da parte dei creativi di Arago, l’accompagnamento musicale dello zampognaro “per passione” Settimio, lo studioso di antica astronomia Francesco Giannini, il brindisi canonico alla Cantina Marramiero, la famiglia Dell’Arciprete ad Arielli, la scolaresca “transumante” di Frisa con il sindaco e il preside al seguito, le associazioni amiche di Lanciano con l’incredibile collezione Marcheggiani di oggetti della transumanza, il poeta Giuseppe Del Muto di Petacciato e le sue storie, l’incontro nella sede dell’antica Società Operaia di San Martino in Pensilis con gli studiosi di Biocult dell’Università del Molise, l’accoglienza degli scout a San Paolo Civitate al ponte della Dogana e la festa nel Defensola Ranch con la dimostrazione dei casari, proprio vicino le masserie di arrivo, prima dell’omaggio nel punto di convergenza dei Regi Tratturi.
UOMINI E OVINI. «Ma vanno ancora ricordati», prosegue Imperiale, «i veri protagonisti di ogni tappa: i pastori, le loro pecore e i loro cani. I nuovi giovani che raccolgono l’eredità bella e pesante del mestiere come Pierluigi Tennina e Marco Masciovecchio e i più anziani che non rinunciano alla loro passione come Osvaldo Pezzopane e don Teodoro Ciaccia. Con la sorpresa finale dei due bravi pastori, immigrati del Mali, che hanno ritrovato in Puglia il loro lavoro. La Transumanza si ripropone ancora come momento di riunione e di identità, una storia che si racconta e trova spunti nuovi per favorire il contatto tra piccole comunità, tra mestieri e passioni differenti, produzioni e gastronomie locali eccellenti, per stimolare la creatività e l’iniziativa di giovani talenti e regalare in premio la bellezza povera e difficile delle nostre aree rurali ai coraggiosi camminatori che hanno la costanza di fare questi 300.000 passi “antichi”».