Trasferimento ambulatori, no della Cgil

18 Giugno 2017

Pasqualone: «Una scelta affrettata che può incidere negativamente sui tempi del nuovo ospedale»

SULMONA. «Poco chiara e sicuramente troppo affrettata», per i sindacalisti della Cgil, la decisione dell’Asl di trasferire gli ambulatori e altri importanti servizi sanitari dall’ala vecchia alle palazzine private, ultimate in tutta fretta negli ultimi mesi dopo che i lavori sono stati fermi per tanto tempo. Sei anni di affitto rinnovabili per altri sei anni, secondo i sindacati, costituirebbero una spesa troppo onerosa. Una spesa che poteva essere evitata, alla luce del fatto che è in via di realizzazione la nuova struttura ospedaliera. Nel manifestare la propria perplessità, la Cgil Funzione pubblica chiede al direttore generale Asl Rinaldo Tordera e al sindaco Annamaria Casini l’attivazione urgente di un tavolo di confronto per una condivisione dell’intera operazione. Il sindacato, pur consapevole delle note criticità legate alla stabilità della struttura, denunciate dalla Cgil fin dal 2009, chiede di sapere quali servizi, e con quali ripercussioni, dovrebbero essere trasferiti nella struttura presa in affitto. «È noto che alcuni servizi», spiega Anthony Pasqualone, della Cgil, «come ad esempio Oculistica, il Pronto soccorso, la Radiologia ovvero alcuni ambulatori nei quali vengono effettuate le prestazioni in consulenza, come gli ambulatori cardiologici, la sala gessi e altri, non possono essere trasferiti in strutture distanti dall’ospedale proprio per la stretta connessione funzionale che hanno con l’ospedale stesso. Inoltre, per quanto a conoscenza della Cgil, le strutture private adiacenti l’ospedale hanno come destinazione un uso socio-sanitario e un uso uffici, il che non si concilierebbe con l’attività per acuti che si svolge nel presidio ospedaliero». Un fatto che, secondo la Cgil, potrebbe nascondere altre strategie. Il sindacato propone in alternativa di «liberare l’ala nuova dell’ospedale, spostando all’esterno e in strutture temporanee taluni servizi come ad esempio il Centro trasfusionale e il laboratorio analisi, e allocare in quegli spazi quanti più servizi possibile attualmente ubicati nella struttura meno sicura. «Peraltro», aggiunge, «una simile scelta venne attuata lo scorso anno proprio dalla stessa Asl nell’ospedale di Avezzano». La Cgil, teme infine, che l’utilizzo delle palazzine private possa incidere sui tempi di realizzazione del nuovo ospedale. «Riteniamo che sia più utile e urgente portare a conclusione i lavori per la costruzione del nuovo plesso ospedaliero e riorganizzare da subito l’allocazione di tutti i servizi, ivi compresi quelli che insistono nell’ala vecchia del presidio ospedaliero peligno», conclude Pasqualone, «in quanto non si possa mai pensare che una volta dismessa l’ala ospedaliera meno sicura, anche se solo parzialmente, non vi sia più la necessità di procedere con sollecitudine al completamento dei lavori per la costruzione dell’ospedale nuovo. Vigileremo anche su questo fronte».
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