Trattori ancora in marcia: traffico in tilt sulla statale 17

Striscioni e cori hanno accompagnato la sfilata contro le politiche agricole I manifestanti: «Saremo all’Aquila nel giorno dell’ultimo consiglio regionale»
CASTEL DI SANGRO. Costi esosi del settore, taglio degli aiuti per il gasolio, mancata erogazione dei fondi per la minima lavorazione e politiche dell’Unione europea giudicate mortificanti per l’intero comparto. Sono questi alcuni dei punti che hanno guidato la protesta degli agricoltori in Alto Sangro. Circa 50 imprenditori del settore, alla guida dei loro trattori, hanno marciato lungo la statale 17, nel territorio di Castel di Sangro, fino all’intersezione con la Fondovalle. La protesta degli agricoltori, con tanto di cori e striscioni, ha rallentato il traffico veicolare. Per evitare problematiche più serie alla circolazione e per gestire la viabilità a rilento, sono intervenuti polizia stradale e carabinieri, che hanno garantito il rispetto delle misure di sicurezza. I trattori avevano già marciato sull’altopiano delle Cinquemiglia martedì scorso ma hanno deciso di riproporre nuovamente la protesta lungo la trafficata statale nel giorno in cui in tanti si sono messi in viaggio per raggiungere i centro turistici dell’Alto Sangro. «Con le nuove decisioni calate dall’alto che ci impongono come lavorare per poter accedere agli aiuti, ci vediamo costretti a scendere in piazza per difendere le nostre aziende da una morte annunciata», afferma Dino Rossi del Cospa, portavoce degli agricoltori, che rimette al centroanche la problematica della fauna selvatica che continua ad assaltare i terreni agricoli, con danni enormi per gli operatori del settore. «Le leggi ci sono ma non vengono rispettate neppure dalle istituzioni. L’aspetto fauna selvatica è diventato un problema grandissimo, in quanto agli ormai famosi cinghiali si sono uniti mandrie spaventose di cervi che pascolano nei campi, gli istrici e i lupi che continuamente attaccano gli allevamenti. E non ci sono recinti che tengono. La fauna selvatica viene sfamata dal mondo agricolo e viene rimborsato appena il 16% del danno», denuncia Rossi, che aggiunge: «E ora dal Governo arriva la stangata dell’Irpef e dell’assicurazione per i mezzi targati usati in azienda».
Le spese, spiegano gli operatori, stanno lievitando a causa delle politiche dell’Eu. E tra i problemi elencati, non ultimo l’obbligo di tenere incolto il 4% dei terreni seminati sopra i dieci ettari. A questo si aggiungono il caro carburante, la carne sintetica e i cibi a base cellulare, le tasse e le farine di insetti. Per questo la protesta dei trattori non si ferma. Gli agricoltori intanto sono pronti a spostarsi di nuovo all’Aquila, questa volta all’Emiciclo, in occasione dell'ultima seduta del consiglio regionale. «Con i piani dei parchi approvati dalla giunta regionale, ora al vaglio del consiglio, le istituzioni si sono impadronite degli usi civici, un bene che appartiene alla comunità», rimarcano gli agricoltori in coro che chiederanno di assistere alla seduta del consiglio.
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