“Trattori e forconi”, parte la marcia degli agricoltori

7 Marzo 2017

Si mobilitano gli imprenditori marsicani che sono pronti a “invadere” Pescara Fidanza: troppi paletti sul Programma di sviluppo rurale, così si affossa il settore

CELANO. Si chiama “Trattori e forconi”, è frutto di una mobilitazione di massa nella Marsica ed è pronta a “invadere” Pescara con un obiettivo preciso: la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura.

A spiegare i contorni di una chiamata a raccolta di centinaia di imprenditori agricoli è l’attuale assessore all’Agricoltura del Comune di Celano, Domenico Fidanza, il quale già un anno fa aveva lanciato strali polemici contro l’assessore regionale Dino Pepe. Nel mirino le modalità di attuazione del Psr (Programma di sviluppo rurale) che è diventato un incubo per una marea di agricoltori.

Il riferimento è alla «necessità di intervenire sui criteri di selezione», sottolinea Fidanza, «per esempio decidendo di abbassare il punteggio relativo alle misure ambientali, e cioè energie rinnovabili, controlli con i droni, e addirittura di eliminare i progetti collettivi». Fidanza si riferisce al «privilegio su cui possono contare gli imprenditori che si associano per ottenere punteggi maggiori. In questo modo, sapete cosa accade? Che per poter realizzare una rimessa agricola e consentire agli agricoltori di mantenersi a galla oppure espandersi creando lavoro si è costretti ad andare da un notaio, costituire una società, spendere dei soldi e avere la quasi certezza di non ottenere finanziamenti».

Insomma, la singola azienda agricola che volesse realizzare una rimessa non può farlo perché sottoposta a una serie di paletti che di fatto ne impedirebbero la realizzazione. «Sulla gestione dei documenti», precisa Fidanza, «i costi di presentazione elevatissimi – 2.000 euro – con la possibilità concreta che venga respinta per mancanza i fondi. Sulle istruttorie siamo davanti a lungaggini esagerate. A distanza di un anno ancora non ci sono date certe sulla pubblicazione della graduatoria. Il rischio maggiore, vista la non accessibilità in graduatoria di molte aziende, è la forte probabilità di disimpegno finanziario delle risorse messe a disposizione dall’Unione europea».

L’assessore comunale all’Agricoltura propone, «vista la data di scadenza fissata per il 31 marzo 2017, di prorogare almeno di tre mesi il termine. Basta guardare ad altre regioni, come Lombardia e Veneto per esempio, per comprendere che hanno maggiore considerazioni delle aziende agricole, tanto che hanno utilizzato un metodo più idoneo e più accessibile al settore».

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