Tre alberghi da ieri restano chiusi

Il Fiordigigli alla base della funivia aprirà solo nel fine settimana
L’AQUILA. Il coronavirus fa chiudere gli alberghi aquilani. Tre le strutture che, da ieri, hanno appeso il cartello closed: l'hotel Federico II, l'albergo L'Aquila e il San Michele, tutti in centro. Il Fiordigigli, alla Villetta, resterà aperto solo nel fine settimana. «Non abbiamo una sola camera prenotata», dicono gli albergatori, che parlano di «una decisione dolorosa, ma necessaria anche per limitare il contagio». Per i gestori delle strutture ricettive è il secondo dramma, dopo quello del sisma 2009. «Resteremo chiusi fino al 2 aprile», annuncia Roberto Laglia, direttore del Federico II, «le disposizioni del governo, che hanno ristretto ulteriormente i margini di spostamento, hanno prodotto una serie di cancellazioni, che si sommano a quelle ricevute nei giorni scorsi. L'albergo è vuoto, non ha alcun senso restare aperti». Da ieri, ha chiuso anche il San Michele. «Hanno disdetto le ultime due camere prenotate», spiega la titolare, Federica Terenziani, «maggio, giugno e luglio, i periodi migliori, sono completamente vuoti. Sto attivando il trasferimento di chiamata, metterò il personale in ferie. Per adesso è così». Giorgio Carissimi, proprietario dell'hotel L'Aquila, ha chiuso già da due giorni: «In tre mesi pagherò circa 45 mila euro di spese fisse: con la struttura aperta sarebbero stati almeno 100 mila. Impossibile reggere». Intanto, la presidente provinciale di Federalberghi, Mara Quaianni, ha chiesto «l'applicazione della cassa integrazione in deroga per tutte le strutture ricettive. È il solo modo per cercare di superare la crisi». (m.p.)
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