Tre casi di legionella, scatta l’allarme

13 Giugno 2019

Sono arrivati da ambienti diversi, ma quasi in contemporanea. L’Asl: nessun pericolo di contagio, tutto sotto controllo

AVEZZANO. Spuntano tre casi di legionella nel territorio della Marsica: le persone aggredite dal batterio, «contratto al di fuori dell'ambiente ospedaliero» – precisa la Asl – quasi in contemporanea, sono tutte ricoverate all'ospedale di Avezzano, dove l'Azienda sanitaria locale ha «adottato tutte le misure previste dal protocollo».
I FOCOLAI. L'iter è scattato dopo che dagli esami di laboratorio sui tre ricoverati sono emersi i focolai di infezione del batterio. Due dei tre malati, «dei quali nessuno versa in pericolo di vita», secondo la Asl, sono stati ricoverati nel reparto di Malattie infettive, mentre il terzo si trova in quello di Medicina.
«NESSUN CONTAGIO». «La situazione relativa ai tre pazienti che hanno contratto la legionella», assicurano dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, «è totalmente sotto controllo. La malattia, comunque, non si trasmette per via aerea da persona a persona». L'Azienda sanitaria, smorza possibili allarmismi, ricordando che il rischio di un contagio legato alla vicinanza con persone colpite dalla legionella non esiste. L'infezione è stata contratta in ambienti diversi. Due dei tre pazienti risultati positivi al test della legionella, infatti, sarebbero stati ricoverati in precedenza in altre strutture del territorio, mentre il terzo avrebbe contratto il batterio nella propria abitazione. Il caso, però, ha voluto che i tre marsicani finissero all'ospedale di Avezzano quasi in contemporanea, lo stesso giorno: qui, una volta ricoverati con sintomi di difficoltà respiratoria, il medico ha chiesto, tra le altre indagini diagnostiche, il test della legionella, che è risultato positivo.
SEI CASI IN SEI MESI. Con questi ultimi tre casi, i malati di legionella registrati nel corso dei primi sei mesi dell'anno nella Marsica, dove il livello di incidenza della malattia è «leggermente al di sopra della media nazionale», sono saliti a sei. Il dato, comunque, non desta preoccupazione negli ambienti Asl, dove si ritiene la situazione sotto controllo. Nel frattempo gli ultimi tre pazienti colpiti dal batterio, ricoverati nei due reparti dell'ospedale di Avezzano, sono sottoposti alle terapie mediche a base di antibiotici. Nel giro di una settimana di degenza, al massimo due, dovrebbero tornare a casa.
CONTROLLI E BONIFICHE. Contestualmente sono scattate le procedure per la trasmissione della notifica dei tre casi di legionella ai vertici dell'Azienda sanitaria e al servizio di Igiene e prevenzione della Asl: l’iter codificato farà scattare le attività di controllo nei luoghi dove i tre pazienti si presume abbiano «contratto il batterio, per attuare, successivamente, tutte le operazioni di bonifica negli ambienti».
IL BATTERIO. Il batterio si sviluppa per lo più in ambienti acquatici naturali o artificiali, ristagni d’acqua e impianti idrici, come serbatori, tubature e piscine, nonché all’interno di incrostazioni e sedimenti. Va ricordato, però, che le due forme di legionella non si trasmettono da persona a persona. Quella blanda è definita “febbre di Pontiac” e regredisce in genere nel giro di solo 24 ore, senza che la persona colpita dal batterio abbia bisogno di ricorrere alle cure in ospedale. La forma più aggressiva, invece, ha tempi di incubazione, in media, di sei giorni e colpisce soprattutto i polmoni. Per questa forma, la degenza in ospedale varia tra i 7 e i 10 giorni. La legionella, che è causa di tutte le malattie polmonari, nell’ordine del 20%, può essere pericolosa soprattutto per le persone anziane e nei soggetti sottoposti tardivamente a trattamento.
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