Tre Comuni s’oppongono alla centrale a biometano

COLLARMELE. Tre Comuni della Marsica orientale frenano sul possibile arrivo di un nuovo impianto per la produzione di biometano e presentano le osservazioni alla Regione Abruzzo. La domanda per la...
COLLARMELE. Tre Comuni della Marsica orientale frenano sul possibile arrivo di un nuovo impianto per la produzione di biometano e presentano le osservazioni alla Regione Abruzzo. La domanda per la creazione della struttura è stata presentata dalla Biometano energy srl con sede a San Benedetto dei Marsi e riguarda la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano in un terreno alle porte di Collarmele e al confine con i territori comunali di San Benedetto dei Marsi e Pescina.
L’iter autorizzativo, che non passa attraverso i Comuni ma va direttamente nelle mani dei funzionari della Regione Abruzzo, è attualmente fermo negli uffici dell’Emiciclo all’Aquila.
I sindaci delle tre realtà interessate, Antonio Mostacci (Collarmele), Quirino D’Orazio (San Benedetto dei Marsi) e Stefano Iulianella (Pescina), hanno presentato delle osservazioni in merito, rilevando alcune problematiche.
«L’iter autorizzativo per l’impianto a biometano che ricade in un territorio al confine tra Collarmele, San Benedetto e Pescina è stato avviato da tempo», ha spiegato il primo cittadino di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, «dopo aver preso visione del progetto in qualità di amministratori dei Comuni interessati, abbiamo presentato delle osservazioni perché sono state rilevate delle gravi carenze. Ci sono state già delle conferenze dei servizi alle quali abbiamo partecipato facendo notare delle anomalie formali e sostanziali in diversi settori, uno su tutti i particolari vincoli dell’area interessata e la presenza di altri impianti simili nel nostro territorio. Ora spetterà alla Regione Abruzzo dare l’ultima parola, ma per quel che ci riguarda abbiamo pensato alla tutela del territorio».
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