Tre ex dirigenti Cam dal giudice
Reati ambientali già prescritti ma i legali puntano all’assoluzione
AVEZZANO. È stata fissata al 18 settembre l’udienza a carico di tre ex dirigenti del Consorzio acquedottistico marsicano finiti sotto processo per una serie di presunte violazioni ambientali. Si tratta di Luca Erminio Ciarlini, 61 anni, di Roma, all’epoca dei fatti contestati direttore generale nonché consigliere di gestione delegato del Cam, Giuseppe Venturini, 51 anni, di Tagliacozzo, ex amministratore delegato col compito di coordinare la manutenzione degli impianti di depurazione, e Antonio Di Cesare, 59enne di Civita d’Antino, responsabile dell’Ufficio tecnico del Cam. I reati hanno già maturato i termini per la prescrizione, ma i difensori chiederanno «una pronuncia di assoluzione sul merito» perché «il fatto non sussiste» e quindi con una formula più favorevole rispetto alla prescrizione. L’inchiesta fa riferimento a un controllo nell’ottobre 2013, quando vennero fermati due operai del Cam impegnati in manovre con un camion autospurgo. Secondo l’accusa, le violazioni in materia ambientale contestate riguardano il trasporto non autorizzato di rifiuti non pericolosi dall’impianto di Collarmele a quello di Pescina. Sempre per l’accusa, poi, il 28 ottobre 2013 rifiuti liquidi erano stati sversati nel corso d’acqua denominato Fosso Pantano a Collarmele. Inoltre, i fanghi provenienti dal trattamento delle acque reflue, stando all’indagine della Forestale di Celano, erano finiti dall’impianto di Collarmele a quello di Pescina, omettendo la necessaria comunicazione alla Provincia. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Milo, Aldo Lucarelli, Franco Colucci e Ida Blasi. (p.g.)
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