Tre nuovi casi di positività al San Salvatore

17 Marzo 2020

Il primario di Malattie infettive Grimaldi: «In città nessun focolaio». L’Ordine dei medici dona dispositivi di protezione

L’AQUILA. Una situazione in continua evoluzione, quella che si registra in queste ore all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove ieri sono stati segnalati tre casi di positività al coronavirus, due provenienti dalla Marsica (Collarmele e Pescina), ricoverati nel reparto di Malattie infettive, diretto dal professor Alessandro Grimaldi, e uno dall’Aquilano, che attualmente è in isolamento domiciliare. Quest’ultimo sarebbe il secondo, dell’hinterland aquilano, dopo il caso dell’uomo venuto da fuori, ma che ha frequentazioni in città.
NESSUN FOCOLAIO. Ma il professor Grimaldi tiene subito a specificare una cosa: «All’Aquila non c’è, fino a questo momento, nessun focolaio di coronavirus, tutti i casi che stiamo tenendo sotto controllo sono di persone che hanno contratto il virus fuori dalla nostra provincia». E proprio per questo motivo, il primario di Malattie infettive del San Salvatore sottolinea ancora una volta l’appello a restare in casa, «proprio perché L’Aquila, almeno per ora, non è un focolaio del virus. Se si continua a rimanere in casa e a seguire le procedure, il pericolo di contrarre o diffondere l’epidemia si riduce al minimo».
Il lavoro al San Salvatore continua in maniera frenetica, con turni molto pesanti, sia per i medici, sia per gli infermieri e tutto il personale. In particolare, in prima linea, sul fronte della lotta al virus, ci sono Malattie infettive, Rianimazione e personale del118, ma anche Pneumologia e Radiologia, con tutti gli esami di diagnostica per immagine, dai Raggi X alla Tac.
ALLO STREMO. Uno sforzo che sta portando medici e infermieri allo stremo delle forze, ma sta mettendo alla prova anche la poca disponibilità di dispositivi di protezione.
DONAZIONI DISPOSITIVI. E a questo proposito, insieme al professor Grimaldi, il presidente dell’Ordine dei medici della provincia dell’Aquila, Maurizio Ortu, sotto il coordinamento del dottor Pietropaoli, del consiglio dell’Ordine, ha promosso una campagna di raccolta di dispositivi di protezione in dotazione ai medici e agli studi medici, che in questo momento sono chiusi, da donare all’ospedale San Salvatore e, in particolare, alle Unità operative che sono in prima linea, ma anche quelle in “seconda” linea. Si tratta di donazioni di mascherine, camici usa e getta, guanti e copriscarpe. «In questo momento c’è un enorme bisogno di questi dispositivi di protezione», afferma il professor Grimaldi, «e stiamo cercando di usarli con parsimonia». Ieri sera, a bordo di un’auto, è stato portato al San Salvatore il primo carico di dispositivi di protezione donato dall’Ordine dei medici, e sono scesi alcuni infermieri a prelevarlo, sempre rispettando le norme di massima sicurezza.
OSPEDALE G8. Fino a ieri erano sempre tre i pazienti ricoverati nella struttura costruita per l’emergenza del terremoto del 2009 e rimessa in piedi per l’epidemia, dove sono stati allestiti altri posti letto – presto saranno 30 in tutto, di cui 6 per la terapia intensiva e 24 per quella semi-intensiva – ma ieri la struttura del G8 ha accolto il primo paziente dal Nord Italia, un 66enne di Lodi. Ne ha dato notizia il direttore del reparto di Rianimazione, Franco Marinangeli (nella foto in alto col sindaco Pierluigi Biondi). Non è escluso che altri potrebbero arrivare anche da Pescara, visto che pure il Santo Spirito è arrivato alla quasi saturazione.
DONAZIONI SOLDI E IBAN. Intanto la Fondazione Carispaq, presieduta da Domenico Taglieri, ha stanziato un primo finanziamento di 150mila euro a favore della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, per l’emergenza coronavirus.
La Asl ha attivato anche un conto per raccogliere donazioni, di qualsiasi cifra da parte dei cittadini, da destinare alle varie esigenze per l’emergenza coronavirus.
Per le donazioni i cittadini possono convogliarle i loro gesti di solidarietà sul conto corrente bancario con Iban numero IT27X053870360100000064212 (causale: Asl 1 Abruzzo Emergenza coronavirus).
©RIPRODUZIONE RISERVATA