Tre poliziotti accusati di furto: «Merce nascosta sotto le divise»

Così il gip motiva le misure nei confronti degli agenti: dolci e mascherine rubati nell’autogrill di Chieti E auto di servizio utilizzate per interessi personali: acquistare arrosticini, batterie, vernici e ricambi
SULMONA. Indagini meticolose portate avanti dagli stessi poliziotti della sottosezione della polizia stradale di Pratola Peligna, i quali dopo aver scoperto i presunti comportamenti irriguardosi verso la divisa, da parte di alcuni colleghi, che andavano a scontrarsi con il diligente adempimento dei doveri istituzionali, sono riusciti a mettere su, secondo il giudice per le indagini preliminari Alessandra De Marco, tali e tante prove da ritenere «gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei dieci poliziotti» che da ieri mattina sono stati sospesi dal servizio per un periodo da 8 a 12 mesi. Prove e riscontri ottenuti grazie all’utilizzo di metodologie d’indagine all’avanguardia andate avanti per tre anni, attraverso pedinamento elettronico, intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione tabulati e monitoraggio continuo di alcuni sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di scoprire il ruolo di ciascuno degli indagati per la commissione dei reati contestati che vanno dal peculato al furto ai danni dello Stato, dalla truffa all’omissione di atti d’ufficio all’omissione di soccorso e all’interruzione di pubblico servizio. In particolare, l’esito delle attività investigative portate avanti dagli stessi poliziotti della Polstrada hanno consentito di appurare come tutti gli indagati, facendo ricorso alle stesse modalità operative, abbiano assunto, sia pure «con una certa interscambiabilità dei ruoli, condotte seriali di abbandono del posto di servizio, appartandosi nei turni serali e notturni, per dormire o visionare filmati e programmi da computer portatili o telefoni cellulari». Non solo. «Svolgere attività di altro tipo all’interno delle autovetture di servizio parcheggiate nei pressi di caselli autostradali rientrando anticipatamente in sede, potendo contare sulla complicità dell’operatore di turno, addetto alla vigilanza». O raggiungere con l’auto di servizio, nei turni diurni, esercizi pubblici, case private e località diverse dall’itinerario di servizio, in alcuni casi trasportando beni di ogni genere o utilità. A Pasquale Berarducci, Alessio Imperatore, Dino Petrella e Gianni Ranieri viene contestato di aver sconfinato dal tratto autostradale di esclusiva competenza, lasciando sguarnita la zona loro assegnata, «al solo scopo di soddisfare interessi personali, come acquistare arrosticini, trasportare pneumatici acquistati in autofficine, batterie d’auto, contenitori di vernice, pezzi di ricambio. Per restituire capi di abbigliamento acquistati dalla moglie di uno degli agenti, per effettuare acquisti personali e incombenze di vario titolo». Stesso reato, ma con modalità differenti, viene contestato ad Alfonso Bartoli, Franco Perna, Luca Madonna, Beniamino Del Rosso, Angelo Tarola e Paolo Di Loreto. A Gianni Ranieri, Alessio Imperatore e a Pasquale Berarducci viene contestato il furto aggravato di prodotti dolciari e mascherine in un’area di servizio (Brecciarola a Chieti, sull’A25), furto immortalato dal circuito di video sorveglianza dell’esercizio commerciale. Merce, come evidenzia il gip, «nascosta sotto alle divise». Così il gip ha accolto in toto, con qualche piccola differenziazione, le richieste del sostituto procuratore Stefano Iafolla, titolare delle indagini. I difensori dei 10 poliziotti sospesi sostengono, invece, che «la maggior parte dei reati ipotizzati sarebbe stata commessa in altro territorio di competenza» e farebbero riferimento «al periodo del lockdown quando il controllo del territorio era ridotto al minimo». Inoltre, secondo alcuni legali, i poliziotti non avrebbero abbandonato il posto di lavoro poiché dalle aree di pertinenza dell’ingresso dell’autostrada avrebbero comunque potuto raggiungere il chilometraggio più vicino. Tutti hanno annunciato di voler fare ricorso al Tribunale del riesame per annullare i provvedimenti.

