Trebbiatura antica col tocco di modernità

2 Agosto 2018

Colle San Vito di Tornimparte diventa un “set” con l’itinerario degli attrezzi e dei vecchi mestieri e il cibo contadino

L’AQUILA. «Vivere era l’immagine di un campo di grano che ondeggia al vento sul fianco di una collina. Vivere era un falco nel cielo. Vivere era una giarra di terra piena d’acqua nella polvere della trebbiatura, col grano lanciato in aria e la pula che vola». La penna di Ernest Hemingway racconta i riti del pane. Gesti e costumi di quella che è stata la civiltà del grano. Quella magia che ora ritroviamo nell’arco dell’estate in occasione delle rievocazioni stagionali, come la festa della trebbiatura, appena conclusa nella frazione di Colle San Vito a Tornimparte. Alla sua dodicesima edizione, ha ormai acquisito un ruolo di grande richiamo nel comprensorio aquilano. Il piccolo borgo si è trasformato in un vero “set” scenografico con l’itinerario degli attrezzi e dei mestieri antichi, l’itinerario dei sapori tra archi e “rue”, con l’offerta di prodotti e piatti esclusivamente legati alla tradizione contadina (pancotto dell’ortolano, gnocchetti e ceci, pasta agli olaci, pecora aju cotturu). Nell’aia, la trebbia antica degli anni Venti è tornata a lavorare. Le serate, organizzate dall’associazione culturale “Rocca San Vito”, presieduta da Gabriele Coccia, sono state animate da gruppi musicali e folkloristici come “Andrea e Pierluigi live”, “Argento Vivo”, “Alessandro e Francesca” ed i “Giovani del Folk”.
STRADE DEL PANE. Gli antichi forni comuni dei paesi dell’Aquilano, custodi di storia e tradizione, tornano ad accendersi per un giorno e a narrare di luoghi e sapori autentici. È “Il Forno racconta. Per le strade del pane, il sentiero che unisce”, manifestazione in programma sabato, promossa dalle associazioni San Valentino onlus di Petogna, Misa di Pescomaggiore e Pro loco di Picenze, insieme al Comune di Barisciano, del sito Virtù Quotidiane e della condotta dell’Aquila di Slow Food. Nei primi anni del Novecento, l’accensione del forno pubblico era un rito collettivo, quando l’odore del fumo di arbusti secchi di timo e ginestra pervadeva i vicoli dei paesi, le signore si preparavano a infornare i filoni di pane, i dolci e le pizze. Momenti che si rivivranno sabato in una giornata densa di storia. L’appuntamento è alle 10 al forno comune di Pescomaggiore, frazione montana del comune dell’Aquila, dove Giovanni Cialone di Slow Food parlerà del paesaggio agrario costruito e verrà presentato l’opuscolo “Il forno racconta”, con ricette e storie autentiche raccolte tra Picenze e Pescomaggiore. Previsto l’intervento dei giornalisti Marco Signori e Daniela Braccani. Alle 12 aperitivo al villaggio Eva di Pescomaggiore, prima di una passeggiata con visita al castello e pranzo alla chiesetta di San Valentino. La sera alle 21, nella piazzetta del Forno di Petogna, “La festa del forno” con il concerto del gruppo “TuttoVa”. Sabato due itinerari si snoderanno da Petogna per raggiungere a piedi Pescomaggiore (prenotazione obbligatoria 331-7663184 e 328-7349189).
GNOCCHI. L’associazione culturale Amiterno, in collaborazione con l’Asbuc di Preturo, organizza il 10, 11 e 12 agosto a Cese di Preturo la Festa degli gnocchi. La tradizione di un piatto tipico, ammassato ancora a mano dalle massaie di Cese e cucinato dai soci dell’associazione. Gli gnocchi saranno i protagonisti della tre giorni. Buon cibo accompagnato da musica live, balli di gruppo e giochi. Gli stand saranno allestiti nel circolo Sant’Anna (zona Piano Case).
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