Tredici contagi dai focolai Casini: «No ad allarmismi»

S’aspetta l’esito delle analisi per 100 persone. In quarantena il sindaco di Bugnara Tutti negativi i test per i dipendenti di Radiologia e dello stabilimento Spumador
SULMONA. Si allunga la catena dei contagi a Sulmona e in Valle Peligna. Ieri sono stati accertati altre casi di coronavirus in relazione ai focolai già esistenti: in poche ore sono stati registrati altri tredici casi tra area peligna ed Alto Sangro. Nell’elenco dei positivi figura anche una bimba di quattro anni di Sulmona, la più giovane dei diciotto contagiati ieri in Abruzzo. Tra i nuovi casi, poi, un giovane di Sulmona legato al focolaio della parrucchiera, la madre della ragazza rientrata dalla Danimarca, e un’altra minorenne residente a Pettorano sul Gizio, riconducibile al focolaio di Ferragosto.
Il conto sale dunque a cinquantonove positivi accertati in Valle Peligna e quattro in Alto Sangro che portano a ben 63 le persone contagiate dal virus. La mappa dei contagi risulta così aggiornata: 33 casi Sulmona, 9 a Pettorano sul Gizio, 6 a Pratola Peligna, 4 Introdacqua, 4 Bugnara, 1 Corfinio, 1 Scanno 3 a Pescasseroli e 1 a Scontrone. A Pacentro contagiato un turista. A Bugnara, invece, è finito in quarantena il sindaco Giuseppe Lo Stracco dopo la positività riscontrata a un parente. La curva dei contagi continua a salire e salirà ancora se si tiene conto che si aspettano gli esiti di un centinaio di tamponi eseguiti tra martedì e mercoledì sulle persone sottoposte a vigilanza fiduciaria. Buone notizie arrivano invece dal reparto di radiologia dove tutti gli operatori sanitari sono risultati negativi e anche dallo stabilimento Spumador di Sulmona dove cinque lavoratori, che operavano a stretto contatto con un collega risultato contagiato, sono risultate negative al virus. «È il momento che tutte le forze in campo si uniscano per fronteggiare con efficacia il coronavirus», afferma il sindaco Annamaria Casini, «virus che torna a scuotere la popolazione, mantenendo però un atteggiamento di equilibrio che cui permetta di convivere con il virus rispettando tutte le precauzioni prescritte dalle norme anticontagio».
Casini che prova a gettare acqua sul fuoco dell’allarmismo. Ma nello stesso tempo richiama al dovere tutti i cittadini e le istituzioni affinché ognuno faccia la sua parte per fermare il nuovo fronte del contagio. «Non abbiamo bisogno né di allarmismo né di negazionismo», riprende, «i casi stanno aumentando con la crescita del numero dei test che servono ad accertare l’esistenza del virus e a tracciarlo. Certo è che questo territorio ha bisogno di un rinforzo a livello di personale medico e infermieristico e di attrezzature sanitarie idonee per accertare in maniera più rapida i contagi. Va inoltre garantito l’isolamento alle persone in quarantena individuando strutture ad hoc, come dice il primario del reparto malattie infettive del San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi, liberando posti letto in ospedale il cui costo è nettamente superiore».

