«Tremila euro di luce e 400 di gas»

11 Febbraio 2022

Le storie. C’è chi ricorre ad aperture alternate. E chi chiede un vaccino economico

L’AQUILA. Chiusure settimanali per risparmiare e tirare avanti fino all’estate. Così i commercianti stanno affrontando il caro bolletta che si è abbattuto come una mannaia sulle loro attività. «Siamo passati da 1.500 a 3 mila euro al mese di energia elettrica», ha raccontato Daniele Stratta dell’Enoteca Garibaldi di piazza Chiarino, «stessa cosa per il gas da 200 a 400 euro al mese. Siamo in attesa della bolletta di gennaio che evidentemente ancora non hanno il coraggio di inviarci perché sappiamo ci sarà un ulteriore aumento, anche se i consumi sono gli stessi. Stiamo contrastando questo “lockdown di fatto” aprendo quattro giorni su sette e cercando di contenere i costi al massimo per arrivare all’estate. Dopo 24 anni di attività non era mai accaduto di rimanere chiusi tre giorni di seguito a settimana, ma non sappiamo come altro fare. Ora il Governo deve pensare a un vaccino economico». È stanco anche di protestare Giorgio Carissimi, titolare dell’hotel L’Aquila e del ristorante Osteria da Giorgione sul corso. «Il problema più grande è che non si lavora, qui non gira nessuno», ha spiegato Carissimi, «quando la regione Abruzzo è andata in arancione molte aziende hanno disdetto le camere perché da protocollo interno non mandando i propri dipendenti nelle regioni in zona arancione. Noi solo il sabato e la domenica lavoriamo un po’, ma fino alla scorsa settimana era più la gente in quarantena che quella che usciva. Ci troviamo con parte dei dipendenti che hanno finito le ferie, ma non possono andare in cassa integrazione perché non ci sono più gli ammortizzatori sociali. A tutto questo va aggiunto il caro bollette con aumenti dal 35 al 55%. Ci siamo anche stancati di protestare, tanto non ci sente nessuno». (e.b.)
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