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Treno contro il cantiere, parla il macchinista: «La frenata ha evitato una strage»

13 Ottobre 2026

Il racconto dell'uomo agli investigatori: «Per fortuna sono riuscito a fermare i vagoni in tempo». Sono tutti fuori pericolo i tre operai rimasti feriti. Nel mirino finisce un ordine di servizio non rispettato

ROCCARASO. «Per fortuna sono riuscito a frenare in tempo quando mi sono accorto della presenza della piattaforma. Abbiamo evitato una strage». È quanto avrebbe riferito agli inquirenti uno dei macchinisti alla guida del treno storico della Ferrovia dei Parchi, rimasto coinvolto nell’incidente avvenuto sabato in località Palaghiaccio, a Roccaraso, dove il convoglio ha urtato una piattaforma sulla quale stavano lavorando tre operai impegnati nel rifacimento di un ponte lungo la statale 17, nell’ambito di un appalto per conto di Anas. Una frenata che avrebbe contribuito a limitare le conseguenze dell’impatto e a evitare un bilancio ancora più grave. «Se non avessi frenato subito sarebbe stata una strage», avrebbe ribadito il macchinista ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, impegnati a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Le verifiche interne avviate da Rete ferroviaria italiana avrebbero consentito di ricostruire le fasi dell’incidente e di accertare, secondo i primi riscontri, che il personale ferroviario avrebbe agito correttamente e con prudenza, cercando di contenere i danni dopo essersi accorto della presenza della piattaforma e degli operai lungo la linea. Un elemento importante per l’inchiesta, che dovrà tuttavia verificare ogni circostanza e accertare eventuali responsabilità. Resta da chiarire, in particolare, come sia stato possibile che un mezzo di lavoro si trovasse sulla linea ferroviaria mentre era in transito il convoglio storico e se fossero state predisposte tutte le necessarie misure di sicurezza. Dai primi accertamenti è emerso che Anas con un ordine di servizio aveva disposto la sospensione del cantiere per i weekend. Ordine che sarebbe stato disatteso dalla ditta finita così sotto la lente della giustizia.

A coordinare le indagini sono il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, e il sostituto procuratore Stefano Iafolla. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, mentre la polizia ferroviaria di Pescara si è occupata della messa in sicurezza del tracciato e dei primi interventi. La notizia più importante sul fronte sanitario riguarda le condizioni dei tre lavoratori coinvolti nell’incidente: tutti sono stati dichiarati fuori pericolo dai medici. Il più grave, un operaio senegalese di 56 anni, era stato ricoverato all’ospedale di Pescara con un politrauma. Per lui la prognosi è di 40 giorni. Gli altri due lavoratori, anch’essi cittadini senegalesi, erano stati trasportati negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro. Nell’incidente era rimasto ferito anche uno dei macchinisti, che si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona per le lesioni riportate, fortunatamente non gravi.

Illesi i circa 400 passeggeri a bordo del treno storico, trasferiti successivamente su un altro convoglio partito da Sulmona. Tra gli aspetti al vaglio degli investigatori c’è la presunta assenza di comunicazioni agli enti competenti riguardo ai lavori nel tratto ferroviario interessato. Secondo le prime informazioni, il cantiere sarebbe stato operativo da circa un mese, durante i fine settimana. Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate nel corso dell’inchiesta. Gli accertamenti dovranno stabilire se fossero state effettuate le segnalazioni necessarie per informare il personale ferroviario, quali procedure fossero state adottate per proteggere gli operai e se la piattaforma fosse posizionata nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza. Saranno inoltre esaminati la velocità del treno, i tempi di reazione dei macchinisti e l’efficienza del sistema frenante. Per consentire i rilievi sono stati sequestrati il convoglio, la piattaforma, il cantiere e il tratto ferroviario interessato dall’incidente. 

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