Trenta ragazzi finiti in ospedale nel 2016 per eccesso di alcol

18 Maggio 2017

L’AQUILA. Ben trenta ragazzi di età inferiore ai 16 anni nel solo 2016 si sono rivolti al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila per un eccesso di sostanze alcoliche. Sono...

L’AQUILA. Ben trenta ragazzi di età inferiore ai 16 anni nel solo 2016 si sono rivolti al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila per un eccesso di sostanze alcoliche. Sono state 360, invece, le valutazioni di alcolemia tra gli adulti: in 125 casi il tasso alcolico è risultato molto elevato nel sangue.
Sorprendenti i dati emersi durante l'incontro dal titolo “I giovani e l'alcol: educare alla salute”, che si è svolto ieri sera nell'ex facoltà di Medicina e Chirurgia, aula D4/2 del dipartimento Mesva. Dall'analisi condotta da un team di esperti è stato evidenziato che a fare maggiore abuso di sostanze alcoliche sono gli uomini, con una media del 70%, rispetto al 30 del sesso femminile. «Il dato maggiormente rilevante è stato fornito da Alberto Verrotti, professore di Pediatria», spiega Massimo Casacchia, docente di Psichiatria dell'Ateneo e presidente del Rotary Club che ha organizzato l'incontro a cui hanno partecipato circa 200 tra studenti universitari dell'area sanitaria, giovani della scuole medie superiori e insegnanti. «Il fatto che più di 30 giovanissimi si siano rivolti al pronto soccorso pediatrico l'anno scorso per un eccesso di alcolici è molto grave». Si tratta del fenomeno del binge drinking: l'assunzione smodata di alcol, finalizzata a un rapido raggiungimento dell'ubriachezza e praticata generalmente in occasione di feste o durante il fine settimana. «In questa fase il giovane non si controlla più», continua Casacchia, «il problema è che nei ragazzi al di sotto dei 16 anni il cervello è fragile e vulnerabile, con possibili microdanni cognitivi, cui possono essere addebitate le difficoltà scolastiche». Che in città sia aumentato l'uso di alcol tra i giovani sarebbe dimostrato anche dal fatto che in centro molti negozi sono stati sostituiti da pub: «porti in cui annegare la solitudine» come li definisce lo stesso Casacchia. Anche don Federico Palmerini ha riportato sue personali esperienze in proposito, affermando che «molti sono i ragazzi aquilani che non riescono a rispettare la loro vita abusando di bevande alcoliche e hanno la necessità di uscire di casa con l'unico scopo di sbronzarsi insieme, ma di fatto, in piena solitudine». D'altra parte, secondo il professor Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio Nazionale sull'alcol dell'Istituto superiore di sanità «le dipendenze dei giovani stanno aumentando e le dipendenze da internet sono propedeutiche alle dipendenze da sostanze».
In aumento anche il numero di giovani che si reca al pronto soccorso per incidenti stradali all'Aquila, nonostante la popolazione sia diminuita, secondo i dati forniti dal primario del pronto soccorso, Luigi Valenti. «Proprio per far fronte a questa problematica», ha concluso la docente Rita Roncone, «è stato attivato un servizio per i giovani, Uosd Trip Du. Uno strumento per intervenire prima che il disagio porti i ragazzi a elaborare una demoralizzazione profonda che blocca il loro percorso esistenziale». L'incontro è stato aperto dai saluti della direttrice del Dipartimento, Maria Grazia Cifone. Sono intervenuti anche i presidenti del Rotary Gran Sasso, Francesca Bocchi, del Rotaract, Davide Ardovino, dell'Interact, Fabio Marinucci, e Carmine Marini, professore di Neurologia.
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