Tribunale a rischio di chiusura: gli avvocati rilanciano la battaglia

Minacciato il ricorso alla Corte dei Conti se l’operazione dovesse richiedere delle spese aggiuntive Colucci: «Il trasferimento all’Aquila avrà costi notevoli e questo va contro lo spirito della legge»
AVEZZANO. Chiusura dei tribunali minori irregolare perché richiederebbe spese aggiuntive, andando contro la stessa normativa per la soppressione. È quanto emerge nella vicenda legata alle quattro strutture giudiziarie che rischiano la chiusura entro il 22 settembre.
Ad evidenziare l’incongruenza è l’Ordine degli avvocati di Avezzano che non esclude, qualora non si trovasse subito una soluzione per ottenere la proroga, una richiesta di intervento alla Corte dei Conti. È proprio la legge 155 del 2012, che regola la nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a prevedere la cosiddetta “clausola di invarianza”.
Questo significa che dalla soppressione dei tribunali non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Inoltre, la legge prevede che «all’attuazione si provvede nell’ambito delle risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Il trasferimento del tribunale di Avezzano all’Aquila, dove dovrebbe finire anche quello di Sulmona», sottolinea il presidente dell’Ordine degli avvocati, Franco Colucci, «richiederebbe un investimento non indifferente qualora fossero individuate delle strutture idonee ad accoglierlo. Questo va contro lo spirito della legge sulla nuova geografia giudiziaria».
In sostanza, secondo gli avvocati della Marsica , nessun tribunale può funzionare senza un rafforzamento delle strutture del welfare, organiche e gestionali con una potente iniezione di mezzi e risorse a un comparto che negli anni è stato sempre più depauperato, trascurato e aggredito. Già in precedenza, esattamente nel 2017, la Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per l’Abruzzo, aveva affermato che le clausole di invarianza finanziaria devono essere intese nel senso che l’amministrazione deve provvedere “attingendo alle risorse finanziarie, umane e materiali ordinarie di cui può disporre a legislazione vigente». Secondo i legali, quindi, la clausola di invarianza riportata dalla legge non rende attuabile la riforma così come concepita e incontrerà enormi difficoltà pratiche di realizzazione.
C’è grande attesa, intanto, per l’incontro previsto il 16 dicembre ad Avezzano che dovrebbe vedere la partecipazione di tutte le forze in campo in questa lunga battaglia, dalla politica al mondo della giustizia.
In quella sede verranno decise le iniziative da intraprendere in attesa dell’attesa proroga tramite l’approvazione in Parlamento o in sede deliberante.
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