Tribunale, anche i commercianti fanno squadra con gli avvocati

Le associazioni di categoria pronte a sostenere la battaglia contro la chiusura degli uffici giudiziari E l’Ordine dei commercialisti rilancia: serve un ampio coinvolgimento per dare forza alla battaglia
AVEZZANO. Un danno all'economia del territorio, alle imprese e al commercio. È quanto può accadere con la chiusura del tribunale di Avezzano che rischia di essere trasferito all'Aquila il prossimo mese di settembre, come previsto dalla legge di riforma della geografia giudiziaria vecchia ormai di dieci anni.
A denunciarlo sono le associazioni di categoria che chiedono l’intervento della politica locale affinché venga sollecitato subito un incontro al ministero della Giustizia. L’Ordine degli avvocati del foro di Avezzano al riguardo ha già proclamato uno sciopero senza precedenti, con l’astensione dalle udienze dei legali per tre mesi, secondo le norme previste dalla legge sullo sciopero. Ma in assemblea c’era anche chi chiedeva l’occupazione della struttura giudiziaria che, dalle prestazioni che fa registrare ogni anno, risulta tra le più efficienti d’Italia. Tutto ruota attorno all’incontro con il ministro della Giustizia Marta Maria Carla Cartabia, contraria alla proroga che darebbe il tempo necessario a rivedere la legge e ad aggiornarla alla situazione attuale. Un incontro già concesso al presidente della Regione Marco Marsilio, ma mai avvenuto.
A sostegno degli avvocati, anche l’Ordine dei dottori commercialisti che, tramite il presidente Valerio Dell’Olio, chiede l’istituzione di un comitato «perché il tribunale non è solo affare degli avvocati, ma di tutta la Marsica e perché per dare forza alla battaglia serve un coinvolgimento ampio».
Anche le associazioni di categoria si dicono pronte alla mobilitazione e richiamano alla lotta tutte le realtà sociali della Marsica, ricordando che in caso di chiusura a rimetterci sarà tutto il tessuto economico del territorio e non sono determinate realtà professionali. Proprio per questo motivo parlano del rischio di un impoverimento della Marsica, già bersagliata in passato da altri tagli che ne hanno condizionato il futuro, bloccandone un potenziale sviluppo. Un grave danno a cui andrà incontro il territorio in caso di chiusura è infatti quello economico.
«Ci saranno ripercussioni in diversi ambiti economici e commerciali», ha spiegato Carlo Rossi, direttore della Confesercenti dell’Aquila, «saranno penalizzate ad esempio le imprese che dovranno attendere più tempo per avere giustizia. Ma non solo, sarà intaccato il vivace tessuto economico che oggi ha la Marsica, e per tutte le aziende ciò finirà per arrecare un ulteriore danno».
«Faremo squadra con gli avvocati e sensibilizzeremo tutti i nostri associati per mettere in evidenza i danni nefasti che andrà a causare una eventuale chiusura», ha affermato Giuliano Montaldi, presidente di Confcommercio Avezzano, «bisogna sedersi a tavolo con il Ministero e spiegare cosa potrebbe accadere in questa realtà in caso di chiusura. È necessario che il ministro ascolti le nostre ragioni. La chiusura rappresenterà un impoverimento di una terra già ferita e deindustrializzata, delocalizzata a livello sanitario e già penalizzata pesantemente. Ci sarà un impoverimento di tutto l'indotto commerciale», ha concluso Montaldi.
«Siamo pronti a qualsiasi forma di protesta facendo squadra con tutte le realtà cittadine e marsicane».
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