Tribunale, appello delle associazioni forensi

Invito alla popolazione per tutelare il palazzo di giustizia: «La chiusura negazione dei diritti dei minori»
AVEZZANO. La protesta contro la soppressione del tribunale e la carenza di personale si allarga e, all’indomani dell'assemblea degli avvocati che ha proclamato lo sciopero dal 19 al 27 ottobre, a favore della mobilitazione si schierano tutte le associazioni forensi. La situazione di stallo in tribunale rappresenta, secondo le associazioni, «la negazione della tutela dei minori e la violazione dei loro diritti». L’invito è ai cittadini comuni a alla popolazione tutta affinché insorga e si unisca alla protesta.
Contro la mancata sostituzione della forza lavoro andata in pensione, e che causa una scopertura del 64 per cento di personale amministrativo, scendono in campo le associazioni Cammino, Aiga, Adu, Movimento forense, Camera penale e Unam.
«Gli avvocati protestano», affermano le associazioni, «ma gli avezzanesi non se ne preoccupano. Mentre gli avvocati, ancora una volta si mobilitano, la popolazione non sembra dolersene». Invece, secondo le associazioni forensi, sono proprio i cittadini i primi a essere danneggiati da questa situazione. «Nessuno sembra opporsi», spiegano, «alla grave violazione dei diritti dei minorenni per la mancata pronuncia di quei provvedimenti che, in sede di separazione e divorzio, debbono essere assunti a loro tutela in via di urgenza».
Gli avvocati sono tornati alla carica con una nuova richiesta, condivisa dal consiglio dell’Ordine degli avvocati della Marsica e da tutte le associazioni forensi. Una richiesta inviata al ministero, al Consiglio superiore della magistratura e anche al garante regionale per l’infanzia. Si tratta di un’istanza per sollecitare una pronta soluzione che soddisfi, almeno, la tutela dei minorenni.
Ad aggravare la già difficile situazione riguardante i servizi della giustizia nella Marsica, è stata la comunicazione ai cittadini della decisione adottata dal presidente del tribunale Zaira Secchi, costretta a chiudere l’accesso al pubblico della cancelleria dibattimentale penale per mancanza di personale. «In questo modo», affermano le associazioni, «è stata sancita una vera interruzione di un pubblico servizio».
«E mentre la nostra lettera viaggia verso le alte cariche dello Stato», concludono le associazioni forensi, «un accorato e angosciato appello va rivolto alla città tutta, alla gente, alle associazioni e agli enti che la rappresentano affinché finalmente insorgano al fianco di chi, avvocati e amministrazione, promuove da anni l’acerrima battaglia a difesa non di diritti propri e di categoria, ma dei diritti di tutti quei cittadini che sono ricorsi con fiducia alle vie giudiziarie, ma che non ottengono giustizia perché non può essere esercitata in un tribunale senza personale, senza magistrati, in completo sfacelo e procurata agonia».

