Tribunale da salvare, nuova sfida 600 avvocati si preparano al voto

Quattro in corsa per il posto finora ricoperto da Colucci, il cui mandato scadrà alla fine di dicembre Ma potrebbe scattare la proroga in vista della revoca della chiusura. Da Marcangeli appello all’unità
AVEZZANO. Mentre il futuro del tribunale è a una fase cruciale, in cerca della salvezza definitiva dalla chiusura, ad Avezzano iniziano le grandi manovre per il rinnovo del consiglio dell’Ordine degli avvocati. Sono 600 le toghe marsicane. All’indomani della grande manifestazione che ha riportato la Marsica in piazza in modo compatto contro i tagli, si profilano quattro liste in competizione e si fanno i nomi di altrettanti aspiranti presidenti al posto di Franco Colucci, che chiude il 31 dicembre il suo secondo e ultimo mandato non potendosi ricandidare, come previsto da regolamento, né come presidente, né come consigliere. Una manifestazione, quella di venerdì, promossa proprio dagli avvocati che avranno l’onere, a fronte della grave situazione in cui versa il tribunale, anche nei prossimi mesi di guidare la protesta e di trattare con il nuovo Governo.
I CANDIDATI
Non ci sono ancora liste che hanno ufficialmente manifestato l’intenzione di correre per il rinnovo dell’Ordine forense, ma i nomi che si fanno sono quelli di Leonardo Casciere, Antonello Di Mizio, Guido Ponziani e Roberto Di Pietro. Se questo scenario dovesse essere confermato, sarebbe la prima volta per il foro della Marsica che si presentano quattro candidati a caccia della presidenza.
IPOTESI PROROGATIO
Esiste però la possibilità di una proroga, stavolta non per il tribunale ma per il consiglio dell’Ordine, che potrebbe essere collegata alla scadenza del primo gennaio 2024 (data prevista per la chiusura del tribunale). Colucci potrebbe rimanere in carica per qualche mese in più, fino al provvedimento che mette in salvo il tribunale. L’istituto della prorogatio è espressamente previsto a livello normativo per sopperire all’esigenza di continuità delle funzioni e colmare il “vuoto” che potrebbe verificarsi. Per l’ordinamento forense è previsto che «il consiglio dura in carica un quadriennio e scade il 31 dicembre del quarto anno, e resta in carica per il disbrigo degli affari correnti fino all’insediamento del consiglio neoeletto». L’istituto della prorogatio assicura, in questo quadro, la continuità delle funzioni dell’organo collegiale ma, in considerazione dell’affievolimento della sua legittimazione, l’esercizio dei poteri e delle funzioni è circoscritto al solo disbrigo degli affari correnti. In questo caso alla vertenza per salvare il tribunale.
APPELLO ALL’UNITÀ
A chiedere invece unità in una fase delicata come questa è l'avvocato Giovanni Marcangeli. «Il fatto che siano in preparazione, per quel che è dato sapere, ben quattro liste», dichiara Marcangeli, «è cosa più unica che rara nella storia del nostro Foro. Nel sacrosanto rispetto dell’ineccepibile esercizio di democrazia, trovo questo fiorire di liste e di gruppi separati del tutto inopportuno nel difficile momento che viviamo. Quando la barca affonda bisogna essere forti nell’unità e fare fronte comune. Non possiamo prenderci il lusso di essere gli uni contro gli altri armati. La città e la Marsica», continua, «debbono confidare in una classe forense che sia armonicamente schierata. Il mio è un appello che viene dal cuore».
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