«Tribunale da salvare, serve una legge»

26 Marzo 2019

L’indicazione emersa nella riunione che ha visto a confronto magistrati, avvocati, amministratori regionali e locali

SULMONA. Una legge che ripristini i tribunali minori soppressi nel 2012. È questo l’indirizzo uscito dall’incontro che si è tenuto ieri al tribunale di Sulmona.
«Il tempo è scaduto e ora bisogna muoversi per arrivare a una legge che ripristini i tribunali soppressi per garantire a tutti i cittadini un adeguato servizio sul fronte della giustizia», ha sottolineato l’avvocato Piercarlo Cirilli, segretario dell’Ordine forense. La riunione, convocata dallo stesso Cirilli, ha visto coinvolti il presidente del tribunale Giorgio Di Benedetto, la senatrice Gabriella Di Girolamo, il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, la consigliera regionale Marianna Scoccia, il presidente della Provincia Angelo Caruso e altro sindaci del comprensorio. «È importante che in questa nuova iniziativa siano coinvolti parlamentari, consiglieri regionali e le istituzioni presenti sul territorio insieme alle rappresentanze delle categorie interessate», ha proseguito il segretario dell’Ordine degli avvocati. «Solo facendo fronte comune e puntando sulle caratteristiche orografiche del nostro territorio potremo risolvere una volta per tutte questo problema che da sette anni pesa come un macigno sulle sorti dell’Abruzzo interno».
Cirilli ha sottolineato come la stessa Corte europea abbia sancito che tutti i cittadini devono avere lo stesso diritto di accesso al servizio della giustizia. E proprio questa indicazione può essere la chiave di volta per arrivare a una nuova legge che riapra i tribunali soppressi in maniera troppo frettolosa e indiscriminata». In prima linea il sindaco Annamaria Casini e il consigliere regionale Marianna Scoccia che a conclusione dell’incontro hanno sottolineato l’importanza di un disegno di legge che salvaguardi l’esistenza dei tribunali cosiddetti minori ribadendo la particolarità di un territorio le cui caratteristiche non consentono di utilizzare gli stessi criteri adottati per giustificare la chiusura dei tribunali cosiddetti minori. «Il nostro presidio di giustizia è troppo importante per evitare spopolamento e umiliazione», ha evidenziato il sindaco Casini. «Ho proposto anche un’assemblea pubblica per presentare ai cittadini le ragioni principali per il mantenimento del tribunale e per fare chiarezza sulle potenzialità di un diverso modo di intendere l’organizzazione giudiziaria sollecitando la Regione a una pronuncia chiara e univoca a difesa dei tribunali a rischio e chiedendo al governo», ha concluso il sindaco, «in quale maniera stia portando avanti la riforma».
In rappresentanza del governo giallo-verde la senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo che si è detta particolarmente soddisfatta per l’esito dell’incontro che, a suo dire, «ha segnato un essenziale punto di partenza per procedere in modo coeso a una proposta di revisione delle circoscrizioni giudiziarie che vada anche oltre l’Abruzzo e che sia di beneficio per tutti i cittadini italiani».
In rappresentanza delle Camere penali è intervenuta l’avvocato Elisabetta Bianchi che ha chiesto alla Regione di riprendere in mano la situazione dei tribunali soppressi con proposte concrete e coraggiose «puntando in primo luogo alla soluzione della contraddizione dell’estrema vicinanza dei tribunali di Pescara e Chieti e sollecitando l’applicazione della normativa sulla pianta organica dei tribunali soppressi allo scopo di tutelare sia i diritti dei lavoratori che quelli dei cittadini ad avere un buon servizio per quel che riguarda l’amministrazione della giustizia».
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