Tribunale, l’emergenza personale Gli avvocati: la battaglia continua

19 Novembre 2023

Il Tar ha respinto il ricorso e per ora non arriveranno gli attesi rinforzi, la sentenza verrà impugnata Di Pietro: «Non ci arrendiamo di fronte alla discrezionalità del ministero, troppi i posti scoperti»

AVEZZANO. Il Tar dell’Aquila respinge il ricorso degli avvocati di Avezzano che chiedevano al ministero più personale per il tribunale di Avezzano. Ma l’Ordine forense non si arrende e annuncia battaglia. «Continueremo questa lotta», afferma il presidente del consiglio dell’Ordine, l’avvocato Roberto Di Pietro, «e impugneremo la sentenza».
LA PROROGA
Intanto si lavora anche per la proroga alla chiusura prevista per il 31 dicembre 2024. Ci sarà un incontro a Roma il 30 novembre al ministero. Sindaci e avvocati chiederanno l'inserimento dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto nel decreto Milleproroghe, che sarà votato il prossimo mese. I tempi sono stretti ma su questo fronte c'è ottimismo, anche alla luce delle prese di posizione di diversi esponenti di Governo che hanno sempre sottolineato che questa è la linea della maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Una linea che inneggia alla vicinanza delle istituzioni ai cittadini.
RIAPERTURA
Anche lo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva espresso chiaramente l'intenzione di ridisegnare la geografia giudiziaria. Il governo Monti, nel 2012, aveva chiuso 31 tribunali minori e quelli abruzzesi si erano salvati solo grazie alle proroghe dovute, inizialmente all’emergenza terremoto dell’Aquila. La questione sembrava archiviata. Invece, a undici anni da quella legge approvata in base alla spending review, la geografia giudiziaria torna al centro del dibattito sulla giustizia. Oggi il Governo vorrebbe riaprire alcuni tribunali, anche sulla spinta dei territori da cui arrivano pressioni politiche e il guardasigilli aveva espresso l’intenzione di arrivare alla riapertura di sedi giudiziarie già soppresse.
IL PRIMATO
Tutto questo fa gioco all’Abruzzo e alla Marsica che può vantare uno dei tribunali più efficienti d’Italia. Ma l’efficienza, con una drastica carenza di personale amministrativo, sembra diventare ogni giorno di più solo un ricordo. Infatti, da un anno il palazzo di giustizia di Avezzano fatica a mantenere ancora quei ritmi che in passato lo hanno contraddistinto per dinamismo e produttività. A parlare sono i numeri. Ma il 75% di posto scoperti si fa sentire e il rischio è che questo primato possa essere perso.
CASO L’AQUILA
Ne sono consapevoli gli avvocati marsicani, in prima linea per difendere il tribunale dai tagli. «La sentenza del Tar non ci spaventa», ha detto Di Pietro, «siamo pronti a presentare ricorso. Di certo non staremo a guardare». Gli avvocati chiedevano il rispetto della sentenza del Tar che aveva ordinato al ministero di coprire le gravi carenze di organico provvedendo all’invio di nuovi funzionari. Solo che il ministero non aveva dato seguito alle disposizioni dei giudici amministrativi. E così gli avvocati avevano chiesto il rispetto della sentenza. Ma è stato lo stesso Tar a dire che non c’è nulla da fare perché a valere è la discrezionalità del ministero. La pianta organica di Avezzano fu infatti accorpata a quella dell’Aquila a cui spetta ora la decisione sul dove mandare il personale che qui», ha concluso Di Pietro «non è stato inviato».
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